«Il Pd, Bibbiano e le persone coinvolte hanno subìto attacchi vergognosi e beceri»
Dopo la visita del leader nazionale Nicola Zingaretti a Festival d’Enza il segretario provinciale Andrea Costa parla del caso affidi
L’INTERVISTA
STEFANO SCANSANI
Prima a Bibbiano, poi a Villalunga, seguendo e commentando fino a notte fonda le evoluzioni del governo che cadeva a Roma: il segretario provinciale del Partito democratico Andrea Costa ha vissuto con il suo segretario nazionale, Nicola Zingaretti, un giovedì “caldo”.
Costa, partiamo da Bibbiano: finalmente Zingaretti, dirà qualcuno. Non avete reagito in ritardo?
«La visita di Nicola, l’abbraccio con i volontari del Festival d’Enza, la festa del Pd promossa da tutti i circoli della zona, è stata importante umanamente prima ancora che politicamente. Ha significato che siamo una comunità politica, che di fronte alle difficoltà ci stringiamo e reagiamo insieme. Ed è stata importante anche sul piano politico. Zingaretti ha detto in modo chiaro quello che da settimane diciamo: se ci sono reati siamo i primi a volere che la magistratura li accerti, ma che l’aggressione che il Pd, che la città di Bibbiano, che le persone coinvolte hanno subìto è vergognosa, becera, inaudita. E che gli esponenti dei partiti di Governo hanno gonfiato gli attacchi su questa indagine non perché interessati ai bambini, ma per nascondere i loro guai, come dimostra la fine rovinosa dell’esecutivo celebrata la notte scorsa».
Quindi su ciò che emerge dall’inchiesta nessuna riflessione?
«Tutt’altro: vogliamo che da settembre, e la commissione che si è varata in Regione sarà importante, si apra un momento di studio e di confronto importante sul sistema della tutela dei minori, per migliorarla ulteriormente, per rendere impossibile ogni eventuale abuso o errore, perché significa sofferenza per bambini e famiglie. Però dico due cose».
Prego…
«Chi tenta di usare l’indagine per smantellare il servizio di tutela dei minori perché, in fin dei conti, è convinto che ciò che “accade tra le mura domestiche lì debba restare” mi troverà pronto a dare battaglia fino all’ultimo respiro: i servizi pubblici hanno il dovere di occuparsi di ciò che accade anche in famiglia perché la realtà racconta abusi, sofferenze, disagi, e io non posso accettare che nemmeno un bambino sia lasciato solo. E poi la seconda, che è gravissima e riguarda il ministro degli Interni, o ex ministro a questo punto, Matteo Salvini: attraverso i social ha distorto la realtà sull’inchiesta in modo vergognoso, arrivando addirittura a postare un video falso in cui non ci sono assistenti sociali che portano via una bambina, ma agenti di polizia dello Stato. E che quel video fosse un falso avrebbe dovuto saperlo dal momento che era già stato messo in onda dalla Rai e a quanto mi risulta i funzionari preposti avevano relazionato al loro diretto superiore, che è appunto lo stesso ministro. Voglio sapere da Salvini: sapeva che il video era un falso o no? Conosce i dettagli di quella situazione o no? Non gli daremo tregua finché non risponderà».
Per Zingaretti un bagno di folla alla Festa regionale del Parco Secchia e poi vi siete fermati a seguire le notizie che arrivavano da Roma: che succede adesso?
«Nicola è stato molto bravo nell’intervista fatta a Villalunga. E molto chiaro: questo Governo va a casa perché ha fallito su tutto. Non solo perché non vanno d’accordo. Ma proprio perché l’Italia è un Paese in cui si sta peggio di 14 mesi fa. Dicevano di aver abolito la povertà, vi dico una cosa da sindaco di Luzzara: nei primi sei mesi del 2019 il mio sportello sociale ha avuto 209 accessi, contro i 316 di tutto il 2017. Significa che le cose stanno peggio. La scorsa settimana abbiamo consegnato le chiavi di 5 case popolari ristrutturate a tempo di record dal mio Comune e da Acer ad altrettante mamme con figli: donne sole e in difficoltà. Questa è la realtà che incontro ogni giorno dalla mia trincea in municipio. E allora si vergognassero a dire che la povertà si poteva abolire con un foglio di carta. E poi la sicurezza: pronto a confrontarmi con Salvini dove e quando vuole per smontare le balle della sua propaganda. Lo sapete che proprio ieri (giovedì, nda) si celebravano i 10 anni di entrata in vigore del “reato di clandestinità” varato dal partito di Salvini: dal momento che fa campagna elettorale dicendo che l’Italia è insicura, quantomeno parta dal fatto che le leggi che ha sempre sostenuto non funzionano, perché se 10 anni dopo siamo ancora qui un esame di coscienza dovrebbe farselo. È come se il mio medico mi prescrive una cura e dopo un mese non sono migliorato: cambio medico».
Gli altri hanno fatto male, dite voi. Ma questo non significa che la gente dovrebbe votare per il Pd. Ecco: perché dovrebbe farlo?
«Per gli stessi motivi per cui alle amministrative abbiamo vinto ovunque: perché siamo persone serie, che conoscono i problemi e li sanno risolvere, non raccontarli e basta, come fanno quegli altri per aumentare il loro consenso alimentando la rabbia e poi fallendo nella proposta. Perché il Pd ha un’agenda chiara di interventi: primo, ridare lavoro alle persone con investimenti, sbloccando i cantieri e non a parole, ripristinando incentivi alle aziende che vogliono innovare e abbassare i costi di produzione. Secondo, abbattere le disuguaglianze dando redditi più alti ai lavoratori, sussidi veri a chi è in difficolta come stavamo facendo qui in Emilia Romagna con il Reddito di sostegno poi cancellato a causa di quella barzelletta del reddito di cittadinanza di Di Maio, e investendo sulle tutele che vuol dire scuola, sanità. Terzo, avere come priorità l’ambiente: le mie figlie che oggi hanno 14 e 6 anni rischiano di dover lottare per l’acqua potabile tra non molti anni e invece noi vogliamo sostenere una transizione ecologica, garantire energia pulita, aria migliore, una gestione dell’acqua più intelligente. Quando eravamo al Governo avevamo stanziato 1,5miliardi di euro per le infrastrutture idriche, mi viene in mente che ad esempio in Val d’Enza si sarebbe investito per garantire acqua all’agricoltura: in 14 mesi questi improvvisati hanno cancellato tutto».
Insomma, vi preparate a un autunno intenso, tanto più che qui in Emilia Romagna si voterà a breve anche per la Regione.
«Siamo pronti. Per le Regionali abbiamo un candidato straordinario che è l’attuale presidente Stefano Bonaccini: ha governato bene, ha idee chiare su cosa serve a questa regione per continuare ad essere una eccellenza mondiale, siamo tutti pronti a correre per sostenerlo. E per il Paese siamo ugualmente pronti: in tanti ci hanno fatto la lezione per troppo tempo e poi messi alla prova della responsabilità hanno miseramente fallito, l’Italia merita molto di meglio». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google