Gazzetta di Reggio

Reggio

cinque stelle all’attacco 

«La commissione d’inchiesta salterà per colpa di Salvini»

E.L.T.

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REGGIO EMILIA. Alla luce dei presunti affidi illeciti in Val d’Enza, «ho confermato» alle famiglie della zona «che lo Stato sta veramente lavorando per evitare che ci possano essere bambini strappati ai loro genitori e poi non seguiti, tra l’altro, nel percorso di affidamento».

Sono bastate 24 ore per far andare in fumo le parole del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che le aveva pronunciate a Cavriago. Una visita nel comune della Val d’Enza, organizzata per incontrare sindaci, associazioni e famiglie. La crisi di Governo sta vanificando i progetti rimasti in mezzo al guado. «I cittadini italiani, in particolare quelli della Val d’Enza e tutti coloro che si erano interessati al tema degli affidi dopo lo scandalo scaturito dall’inchiesta “Angeli e Demoni” devono sapere che con la caduta del Governo Conte, per colpa di Salvini si interromperà il lavoro del ministro Bonafede che proprio giovedì aveva dialogato con associazioni e famiglie».

A sparare ad alzo zero sul capo della Lega è la vice presidente della Camera, la deputata reggiana dei 5 stelle Maria Edera Spadoni, che annuncia: «Salta anche il lavoro della Commissione d’inchiesta parlamentare sugli affidi, il cui iter era appena iniziato con procedura d’urgenza. Salvini avrà la faccia tosta di ripresentarsi a Bibbiano e in Val d’Enza a dire che a lui interessano bambini e famiglie?”. Spadoni porta l’affondo con le altre parlamentari del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari e Maria Laura Mantovani.

«Ho parlato e ascoltato soprattutto le associazioni dei genitori – aveva argomentato Bonafede – non posso entrare nel merito delle questioni che sono oggetto di valutazione dei magistrati, chiaramente farò tutte le verifiche che devo fare. A loro ho confermato che lo Stato sta veramente lavorando per evitare che ci possano essere bambini strappati ai loro genitori e poi non seguiti, tra l’altro, nel percorso di affidamento. A loro ho detto e continuo a ribadire che i bambini rappresentano ciò che di più prezioso esista in uno Stato e in un Paese e vanno tutelati».

Quello avvenuto due giorni fa a Cavriago, ha proseguito Bonafede, «è stato un incontro molto importante. Le associazioni hanno rilevato tante cose che non vanno bene nella prassi. Io – aveva concluso il ministro della Giustizia – ho preso appunti e li porterò all’attenzione della squadra speciale che abbiamo costituito al ministero, ci lavoriamo». Ora come ora quegli appunti rischiano di restare lettera morta. —

E.L.T.

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