Ventasso, è Marisa Moretti la 48enne morta dopo la caduta nel dirupo
La donna partecipava assieme col compagno alla gara organizzata per i 100 anni della centrale Enel. Donati gli organi
VENTASSO. Ha messo un piede in fallo ed è precipitata di testa in un crepaccio con rocce appuntite e taglienti. Non c’è stato scampo per Marisa Moretti, 48 anni di Castelnovo Monti, operatrice socio-sanitaria della casa per anziani “Villa delle Ginestre”, donna sportiva e vivace, appassionata di corsa, che venerdì sera partecipava, assieme al compagno Paolo Fabbiani, un geometra conosciuto in paese, alla prima edizione del “Centrale Night Trial”, una corsa notturna lungo i sentieri delle montagne di Ligonchio.
Al termine di un soccorso lungo e particolarmente complesso, a causa dell’area impervia e difficile da raggiungere, al quale hanno partecipato tecnici del Soccorso alpino, l’elicottero dell’aeronautica militare che ha fatto la staffetta con l’elisoccorso partito da Bologna, autorizzato a interventi notturni, e volontari delle ambulanze, la donna è stata trasportata all’ospedale Maggiore di Parma. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime.
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L’incidente è avvenuto verso 22.30 durante la manifestazione sportiva, organizzata per festeggiare il centenario dell’inizio della costruzione della centrale idroelettrica. Si trattava di una gara che si svolgeva in notturna nel parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e il tracciato si dipanava tra i sentieri storicamente utilizzati dai pastori. I concorrenti potevano scegliere tra tre percorsi: uno lungo di 27 chilometri, uno medio di 19 e uno corto di 13.
La donna e il suo compagno avevano scelto di percorrere il tracciato più breve, non competitivo. Cosa sia accaduto è difficile da ricostruire, ciò che è certo è che i due, che erano con una coppia di amici, probabilmente per avvicinarsi al traguardo più in fretta, a un certo punto hanno abbandonato il tracciato e hanno percorso un sentiero alternativo. Arrivati in un tratto più esposto, Marisa – Mari per gli amici – ha messo un piede in fallo ed è scivolata, cadendo rovinosamente in una depressione del terreno con molte rocce sporgenti, e ha terminato la caduta nei pressi del torrente Rio Re.
L’allarme è scattato immediatamente. Sono stati avvertiti gli organizzatori di quanto era accaduto e la macchina dei soccorsi si è messa in moto. Subito è stato allertato il 118. Sul posto anche la squadra di pronta disponibilità del Soccorso Alpino stazione Monte Cusna, l’ambulanza delle Croce Verde di Busana, l’automedica di Castelnuovo Monti e l’elicottero del 118, decollato appunto da Bologna, che è atterrato al campo sportivo di Ligonchio.
La paziente è stata raggiunta molto rapidamente dal personale del Soccorso alpino nazionale che si trovava in assistenza alla gara. Il capo squadra, ha valutato le condizioni sanitarie della ferita e ha chiesto che il medico dell’automedica fosse condotto sul luogo dell’incidente per meglio valutare le condizioni della donna. Il recupero a piedi sarebbe stato lungo e pericoloso, quindi è stato allertato il comando operazioni aeree (Coa) di Poggio Renatico (Ferrara) che ha inviato un elicottero militare Nh90 per recuperare la ferita con il verricello.
L’elicottero è atterrato a Luni (Sarzana) e ha imbarcato due tecnici del Soccorso Alpino. Arrivati sul posto, dopo aver fatto una veloce ricognizione delle condizioni ambientali, il pilota, con molte difficoltà, è riuscito a sbarcare i due tecnici e il medico e recuperare la paziente messa su una barella, issata a bordo col verricello e portata al campo sportivo di Ligonchio, dove ad attendere c’era già l’elicottero di Bologna. Quindi il ricovero alla Rianimazione di Parma, dove purtroppo i medici ieri pomeriggio hanno dovuto constatare la morte celebrarle. I parenti hanno dato il consenso alla donazione degli organi.
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