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bibbiano, la titolare della Safi 

«Escludiamo categoricamente la matrice di natura mafiosa»

Da.Al.

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Bibbiano. «Sono in corso le indagini da parte degli inquirenti per scoprire i colpevoli e queste faranno il loro corso. Ma in merito alla matrice legata ad ambienti mafiosi, lo escludo in maniera categorica in quanto non sono mai pervenute richieste in tal senso, per intenderci richieste di “pizzo” e dintorni».

Così Evita Papotti, titolare della ditta Safi di Corniano andata a fuoco il fine settimana scorsa interviene, sul dibattito che si è aperto dopo il rogo alla ditta Co2 Srl di Ghiardo sull’ipotesi dolosa e la natura delle fiamme e alle ipotesi su quale sia la natura.

Fin da subito l’imprenditrice aveva ritenuto altamente probabile che questi incendi fossero opera di un piromane «che in qualche modo voglia far riferimento all’inchiesta che ha sconvolto tutta la Val d’Enza».

Alla Safi sono bruciati 400 dei pallet di legno pronti per la consegna. I tecnici dei vigili del fuoco dopo l’ennesimo sopralluogo hanno rilevato che fuori dalla ditta non ci sono componenti elettriche tali da far pensare a un problema di questa natura. «Voglio esprimere – conclude la titolare Safi – un vivo ringraziamento per la solidarietà ricevuta sia dalle istituzioni pubbliche, sia dagli imprenditori locali, sia dai bibbianesi e non, che mi hanno voluto manifestare la loro vicinanza in questo nostro grave momento aziendale. Da bibbianesi, a testa alta, ci siamo rimboccati le maniche e il fumo nero nelle nostre mani e nei nostri piedi davvero non ci fa paura. Stiano tranquille le nostre aziende fornitrici e i clienti, sapremo onorare tutti i nostri impegni economici e lavorativi che ci attendono. Un grazie sincero ancora a tutti coloro che ci stano dimostrando in questi giorni piena solidarietà». —

Da.Al.

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