Gazzetta di Reggio

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il fratello maggiore 

«La polizia ci mette l’anima Ora però catturate il killer»

Ambra Prati
«La polizia ci mette l’anima Ora però catturate il killer»

Oggi a partire dalle 19.30 davanti al bar una veglia in ricordo di Hui Zhou «Un saluto semplice, aperto a tutti». I parenti si affidano all’avvocato Vinci  

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«Vogliamo ricordare mia sorella con un momento di preghiera. L’invito alla veglia, che avrà luogo oggi davanti al bar dalle 19.30 alle 22.30, non è rivolto solo ai cinesi ma a tutta la cittadinanza, che in questi giorni difficili ci ha manifestato tanto affetto». Così Kai, detto Angelo, fratello maggiore della vittima Hui Zhou, il giorno della tragedia accorso a Reggio da Padova dove abita con la moglie, ieri ha voluto ringraziare tutti coloro che sono stati loro vicini.

Da giovedì scorso prosegue ininterrotto il pellegrinaggio davanti al locale: davanti all’immagine della bella 25enne c’è chi ha deposto mazzi di fiori, chi ha lasciato pupazzetti, chi dediche in cinese e chi messaggi. Come il biglietto firmato Aq16: «A Stefania, con amore e con rabbia». Tanti connazionali (Reggio Emilia è seconda solo a Prato per numero di cittadini di origini cinesi), ma anche tanti clienti, che hanno trasformato il tavolino di plastica in una sorta di tabernacolo. Del resto la giovane vittima è cresciuta qui (prima a Bagnolo, poi in città): da oltre dieci anni la ragazza si divideva tra il lavoro (12 ore al giorno al bar), lo studio della letteratura cinese, l’impegno nelle iniziative dell’associazione culturale cinese, la passione per il canto tradizionale, che insegnava ai bambini della chiesa dietro via Papa Giovanni XXIII.

Per il momento di preghiera odierno i familiari hanno chiesto e ottenuto di poter accendere le luci del gazebo, visto che il locale, come recitano i sigilli apposti ai tre ingressi, è chiuso e «sottoposto a sequestro».

«Alla veglia saranno presenti zii e cugini, amici, conoscenti, l’associazione culturale cinese della quale Hui faceva parte, forse anche il console di Milano – ha proseguito il fratello, che si fa chiamare Angelo – Sarà un semplice saluto in ricordo di Hui».

In attesa del funerale che potrà essere fissato solo dopo il nulla osta della Procura. L’annunciato corteo di solidarietà che vogliono organizzare i coetanei di Hui «si svolgerà più avanti, a ridosso delle esequie».

Per oggi è atteso l’arrivo del padre della vittima, detto Oscar, che si trovava in Cina dall’anziana madre 97enne; l’adorata nonna che ha cresciuto Hui, tanto che il programma era che, al rientro del papà, la giovane sarebbe partita a sua volta per la Cina. «Quando ha saputo per telefono cos’era accaduto, mio padre si è messo a piangere».

Di fronte a un assassino pericoloso tuttora a piede libero, il fratello ha concluso con un augurio: «Vorremmo giustizia. La polizia ci sta mettendo l’anima e ringraziamo gli agenti che hanno subito identificato il colpevole. Ora speriamo che catturino quell’uomo. Speriamo che l’assassino sia preso, condannato e punito».

«Gli Zhou vogliono giustizia. E il passo indispensabile è fermare il killer», ha fatto eco l’avvocato (nonché deputato e segretario regionale della Lega) Gianluca Vinci, che da ieri ha ricevuto l’incarico fiduciario di rappresentare la vittima e i familiari in un futuro procedimento giudiziario. «I parenti sono distrutti, e increduli per il fatto che la giovane sia stata strappata alla vita in modo crudele e, a loro avviso, inspiegabile». —



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