Braccato da tre giorni L’omicida è ancora qui
Ieri breefing in questura alla presenza del pm Marco Marano Alle 18.30 un sacco di indumenti ha riacceso la speranza
reggio emilia. Braccato da tre giorni, in una incessante caccia all’uomo che sta impegnando le forze dell’ordine giorno e notte. L’assassino del Moulin Rouge, Hicham Boukssid, pare come Igor il russo: introvabile.
Ieri, alle 18.30 poco prima della veglia in ricordo della vittima, un sacchetto dell’immondizia pieno di vestiti, nel sottopasso tra il Meridiana e Cavazzoli, ha riacceso la speranza, facendo accorrere il dirigente della Squadra Mobile Guglielmo Battisti e il pm Marco Marano. Un altro buco nell’acqua: la traccia del cane si è fermata lì e, nonostante il canale sia stato sondato con bastoni, non è stato trovato nient’altro.
L’ipotesi, però, è che il marocchino 34enne – scalzo, senza soldi, senza documenti e si presume stremato fisicamente – non si sia allontanato troppo. Perciò ieri mattina, durante un breefing svoltosi in questura e coordinato dal pm Marano, si è deciso di proseguire le ricerche sul territorio, tramite unità cinofile fresche e i droni forniti dai vigili del fuoco.
Si spera in un passo falso di Hicham Boukssid, che finora è riuscito a sfuggire alle maglie delle battute, nonostante sia stato avvistato una volta.
Il momento adrenalinico risale a venerdì scorso alle 18, ventiquattr’ore dopo il delitto, quando un fuggiasco è stato segnalato – e visto in lontananza da un agente della Municipale – in un quadrato verde in fondo a via Giglioli Valle, dove si incrociano ferrovia, tangenziale e l’inizio del lungo Crostolo. L’allarme ha mobilitato in massa tutte le forze dell’ordine nostrane: polizia di Stato, carabinieri, Municipale, vigili del fuoco (che hanno fornito i visori notturni) e due elicotteri. Tuttavia, dopo il rinvenimento in un punto tra la fitta vegetazione delle ciabatte del fuggitivo e di un oggetto rotto, le ricerche proseguite in notturna non hanno dato alcun esito.
Il copione si è ripetuto il giorno seguente, sabato, quando al calar del sole i cani hanno portato a misere masserizie in via Hiroshima, forse – il condizionale è d’obbligo – riconducibili al fuggiasco: un vicolo cieco.
Ieri mattina, in via Dante, si è svolta una riunione per fare il punto sulla bonifica della zona e per aggiustare il tiro. Una delle difficoltà incontrate, difatti, è stata la stanchezza dei cani delle unità cinofile: il loro fiuto è fondamentale, ma gli agenti che li accompagnano hanno notato che, pur essendo reattivi e seguendo numerose piste, ad un certo punto si bloccano, con tutta probabilità confusi dalla pluralità di odori poiché in questa stagione molti clandestini dormono in ripari di fortuna nel verde. Perciò, dopo le unità cinofile della Municipale utilizzate inizialmente, ieri è arrivato un segugio “fresco” da Genova, che sarà impiegato insieme ai droni del 115 in un’area concentrica allargata rispetto al luogo del delitto: San Prospero, Cavazzoli, Roncocesi.
Se la ricerca sul campo è ritenuta doverosa dagli investigatori, in contemporanea prosegue l’attività di indagine tradizionale, fatta di perquisizioni e raccolta di informazioni nell’ambiente dei marocchini che vivono di espedienti. In questa fase dove la parola d’ordine è non lasciare nulla d’intentato, non si nemmeno può escludere che 34enne abbia lasciato il reggiano: da qui l’allerta alle province limitrofe. —
Am.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
