Don Gaetano Incerti compie cent’anni È lo storico cappellano delle Reggiane
Il decano del clero reggiano ha vissuto per 60 anni alle ex Officine e celebrato 800 messe nella chiesa di Gesù Operaio
IL COMPLEANNO
Oggi ricorre il compleanno centenario di don Gaetano Incerti. Nato il 12 agosto 1919, ha ricevuto l’ordinazione presbiteriale il 17 marzo 1945 ad opera del vescovo Eduardo Brettoni. Decano del clero reggiano, ha svolto per sessant’anni il ruolo di cappellano delle Officine Reggiane.
È tuttora cappellano emerito, tanto che il 29 luglio dello scorso anno, in occasione della commemorazione per il 75esimo anniversario dell’eccidio che avvenne il 28 luglio 1943, aveva voluto essere presente, «un’ultima volta», come ripete quasi per gioco ormai da anni. Quest’anno, però, in un giorno di pioggia come è stato il 29 luglio, non c’era.
In un luogo che ha fatto la storia di Reggio, come le Officine Reggiane, don Gaetano creò centri sociali, colonie per i figli degli operai, pensionati per gli apprendisti del sud. Il “prete degli operai”, così veniva chiamato nel dopoguerra: un’epoca pioneristica al servizio degli ultimi, che lo stesso don Gaetano ha voluto raccontare in un libro, pubblicato nel 2017, dal titolo “Reggiane, nostalgica memoria di una industria vista dal di dentro dal suo cappellano del lavoro”.
Molti reggiani ex allievi lo ricordano con affetto come direttore dell’Istituto Artigianelli. Ha ricoperto anche il ruolo di maestro del genetista premio Nobel Mario Capecchi.
Il 22 maggio scorso, per Santa Rita, ha celebrato ancora una volta messa – per l’800esima volta – nella sua amata chiesa di Gesù Operaio, alla quale ha dedicato la maggior parte della sua esistenza e per la quale, da anni, lancia accorati appelli affinché venga preservata. Non senza commozione, don Gaetano ha sempre ricordato quando nel 1940 l’allora direttore, Giovanni Degola, ne volle la costruzione.
La chiesa si trovava in posizione adiacente alla vecchia portineria, nel cuore della fabbrica, prima che i nuovi capannoni vicini al Campovolo spostassero la produzione e la rendessero, di fatto, lontana dalla gente. Distrutta da un bombardamento nel 1944, la chiesa fu riedificata. Dopo la ricostruzione, tuttavia, prese fuoco nel 1957: un incendio avvenuto nell’indifferenza di molti. In quella circostanza, fu proprio don Gaetano a lavorare tutta notte per rimettere in piedi l’edificio. Un piccolo miracolo: il giorno successivo all’incendio, una domenica, la chiesa era già pronta e gremita di fedeli, nonostante l’acre odore di bruciato. Per lui fu la soddisfazione più bella della vita.
Il 22 maggio 2018, nel salutare la sua chiesa e i fedeli, ha chiesto la salvaguardia dell’edificio: «Adoperatevi affinché non sia abbandonata e sia curata». Un appello accorato per una chiesetta dedicata a Gesù Operaio, e quindi a tutte le decine di migliaia di operai che hanno lavorato nelle storiche Officine. L’esterno è fatiscente, ma l'interno è ben curato e nasconde tuttora opere di valore storico per i reggiani.
Come l’altare in marmo costruito nel 1940 dalla scultrice correggese Carmela Adani. O come il bel dipinto di Santa Rita, opera nel 1955 di un impiegato delle Reggiane. —
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