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«Travolti dall’inaudita valanga mediatica Denunce per calunnia vedrete, arriveranno»

chiara fantesini

Una cittadina di Bibbiano sul suo profilo Facebook commenta l’editoriale-provocazione del direttore: “Se la giunta si dimettesse” 

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il commento

La bibbianese Chiara Fantesini ha pubblicato questa nota sul suo profilo Facebook ispirata all’editoriale domenicale del direttore Stefano Scansani “Se la giunta di Bibbiano si dimettesse”.



chiara fantesini

Bibbiano è stato fatto passare come epicentro del male. Lo è tutt’ora, e subisce attacchi addirittura dal ministro dell’Interno.

La soluzione ipotizzata da Scansani si attuerebbe con le dimissioni del Consiglio Comunale con conseguente commissariamento del Comune, per far sì che sia il prefetto, attraverso i commissari, a doversi difendere verso se stesso, cioè verso lo Stato incarnato da un ministro dell’Interno che attacca con ogni mezzo per fare campagna elettorale.

Secondo Scansani Bibbiano dovrebbe dire: noi ci facciamo da parte, così il ministro dell’Interno si troverà in difficoltà ad attaccare un Comune gestito dai suoi prefetti.

Questa proposta, o provocazione come la chiama il direttore, è probabilmente dettata da un colpo di calore molto forte, perché altrimenti non si spiega come Scansani, di solito lucido e competente, proponga una soluzione così assurda.

Innanzitutto presuppone che il Capitano abbia una coscienza e quindi degli scrupoli o un minimo di rispetto delle istituzioni, cosa che abbiamo già potuto appurare, è falsa.

Con una crisi di governo in corso non sappiamo quale sarà l’aspetto dell'esecutivo nei prossimi mesi. Il commissario prefettizio “tenuto a coordinare la crisi di reputazione del paese sbeffeggiato dallo stato, querelando i calunniatori di strada e di governo” potrebbe non dovere avere a che fare col ministro leghista.

Ma anche se fosse, perché dovrebbe essere più incisiva la sua querela, di quella dell’amministrazione comunale legittimamente eletta?

Su una cosa siamo d’accordo: l'amministrazione è (stata) vulnerabile. È stata travolta da una valanga mediatica inaudita, per di più scaturita e alimentata in maniera altamente scorretta, per non dire dolosa. Il consiglio comunale si era appena insediato, tanti consiglieri erano al primo mandato. La squadra si è trovata decapitata, spaesata e senza guida.

Scansani dice che non siamo riusciti a capitalizzare le comparsate dei vari visitors facendo conferenze stampa per dire la nostra.

Qui il direttore pecca veramente di ingenuità se pensa che avremmo avuto i mezzi per contrastare le dirette Facebook unilaterali dei vari esponenti politici che venivano solo a fare la passerella perché si doveva parlare di Bibbiano. Certo avremmo potuto protestare, far valere la voce di chi i servizi li ha gestiti per tanti anni, ma non lì, non in quella sede, non durante la diretta Facebook della Meloni.

La macchina comunale ha i suoi tempi. Scusate se non ha avuto tempo di accogliere la Meloni o di accompagnare gli ultracattolici con le fiaccole. I sindaci della Val d’Enza hanno per prima cosa cercato di tamponare le reali esigenze delle tante famiglie che quei servizi sociali utilizzano tutti i giorni.

Ha nominato dei nuovi dirigenti, ha assegnato dei nuovi assistenti sociali alle famiglie che non avevano più un punto di riferimento.

La giunta di Bibbiano ha dovuto sopperire all’assenza del sindaco, e non basta un gruppo di Whatsapp per dividersi il lavoro.

La giunta ha risposto, e ha risposto forte, nel consiglio comunale di martedì 30 luglio, con le parole decise del vicesindaco Catellani. Le denunce per calunnia ci saranno, e saranno gestite come dovrebbero essere gestite le cause in una società civile: nei luoghi deputati e non sui social.

E gestite da chi le ha subite in prima persona, e non da un commissario che lo farebbe esclusivamente “per lavoro”. La vicenda di Lentigione ci insegna come la mera presenza di un commissario non sia garanzia di reale interesse per il bene comune.

Le risposte al video falso di Salvini da parte del Comune saranno anche state insignificanti, ma il Comune di Bibbiano non ce l'ha nemmeno un ufficio stampa.

Però ha decine di cittadini che discutono fra loro, che fanno rete per tutelare i servizi e i dipendenti del comune.

Ha un parco dove si sta svolgendo una delle più belle feste della provincia, dove i volontari sono commossi perché non hanno il sindaco con loro, la prima volta dopo 15 anni.

Ha persone che sono stanche del clamore e soprattutto del rumore, ma che sono totalmente consapevoli che il rumore prima o poi finirà, essendo scaturito per la maggior parte da notizie fondamentalmente false (elettroshock, affari milionari, compravendita di bambini). Quello che fanno è quindi continuare a vivere, lavorare, fare volontariato, prepararsi per il ritorno di Carletti, che sarà accolto dalla sua comunità come l’unico avente diritto a guidarla, insieme alla giunta e al consiglio intero, a schiena dritta.

Per quanto riguarda un eventuale intervento della Prefettura, basterebbe una maggiore vicinanza, difesa e tutela in merito alle continue lettere minatorie che gli amministratori e i dipendenti ricevono.

I prossimi mesi saranno difficili, ha ragione Scansani a dire che la campagna elettorale riaprirà le discussioni (magari) ma soprattutto l’odio e la strumentalizzazione politica. Però se ci sarà da combattere lo faremo noi, non un commissario nominato da Salvini. —



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