È morto Catellani, presidente del gruppo speleologico Chierici
Montecchio, appassionato di natura e grande divulgatore la notizia della sua scomparsa ha provocato un'ondata di cordoglio del mondo della speleologia
MONTECCHIO. Un appassionato di natura, un divulgatore, un profondo conoscitore dell’ambiente. Il mondo della speleologia vive giorni di profondo dolore per la morte di “Driss”, il 58enne Claudio Catellani. Di Montecchio, era una figura notissima nel settore, oggi presidente del Gruppo Speleologico Gaetano Chierici di Reggio. . Speleologo dal 1982, dal 1989 al 1995 era stato responsabile regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e, dal 1994 al 2004, vicepresidente della Federazione Speleologica Regionale. Nel 1997, per un anno, aveva ricoperto anche il ruolo di presidente. Oltre all’impegno sul campo, nelle grotte dell’Appennino come nelle uscite fuori provincia, era impegnato nella parte divulgativa, come redattore di riviste di settore e come autore di diverse pubblicazioni.
Esperto di ricerche archeo-antropologiche e storiche sia su cavità naturali che artificiali, era anche un grande appassionato di libri e non a caso, nelle varie attività del gruppo speleologico reggiano, era il gestore del banchetto dei libri assieme alla moglie Jenny Carnati, anch’ella appassionatissima “speleo”. Dal loro matrimonio è nato il figlio Paolo. Abile disegnatore, si occupa anche delle grafiche e di molti dei materiali grafici dell’associazione.
La notizia della sua morte ha generato un’ondata di cordoglio in un mondo, quello dello speleologica, molto vivace e molto compatto, in cui le varie realtà provinciali spesso collaborano fra loro. «Claudio era una persona davvero speciale. Un grande conoscitore e divulgatore della “sua” amata speleologia, una fonte inesauribile di conoscenza delle grotte. Con lui se ne va un tassello importante della speleologia dal punto di vista umano, tecnico e didattico. Molte e molti di voi lo hanno conosciuto dietro al “banco dei libri” con Jenny Carnati, sua moglie e compagna di viaggio. Era sempre disponibile a indirizzare, consigliare, indicare testi, fonti», lo ricordano ora gli altri soci del Gruppo Speleologico Gaetano Chierici.
E aggiungono: «Dotato di straordinarie doti nel disegno tecnico e creativo, abbinava intuizione e metodo. Con la stessa facilità topografava grotte e aree carsiche, o progettava straordinari oggetti tridimensionali. Molti di noi hanno i suoi pipistrelli o le spille e i gadget creati per gli incontri. Perdonateci la citazione, ma nel Driss c’era davvero lo spirito del “homus faber”, colui che crea e per creare deve conoscere e organizzare la conoscenza». Funerali ancora non fissati; il gruppo organizzerà un momento di ricordo. —
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