Gazzetta di Reggio

Reggio

TRAGICO SCHIANTO SULLA FONDOVALLE 

«Era uscito da solo in moto Come mille altre volte»

Ambra Prati
«Era uscito da solo in moto Come mille altre volte»

Parla la vedova di Claudio Iotti, il 60enne padre di tre figli vittima della strada «Non mi preoccupavo per lui. Era lui che si raccomandava con il figlio: vai piano»

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«Claudio è uscito in moto da solo subito dopo pranzo. Come ha fatto mille volte. “Vado a fare un giro, a dopo”. Mai avrei immaginato che non l’avrei più rivisto». A parlare, nella veranda dell’abitazione di via Alessandro Volta a Coviolo, è Patrizia Morgotti, la vedova di Claudio Iotti, il 60enne vittima di un drammatico incidente stradale domenica scorsa alle 19 sulla fondovalle vicino a Onfiano di Carpineti. La compagna di una vita («non ci siamo mai sposati. Lo chiamo marito per comodità») è attorniata dai tre figli – Eleonora, 30 anni, Alessio, 28, e Teresa, 23 – e dall’andirivieni dei coetanei amici dei figli, ieri accorsi a porgere le condoglianze.

Patrizia, dipendente del Comune di Reggio Emilia addetta all’archivio generale di via Mazzacurati, non si capacita di quello scontro tra la Ducati Supersport e una Kia (guidata da un 28enne di Casalgrande rimasto illeso) che ha sbalzato il motociclista, forse allargatosi troppo in curva, sull’asfalto, strappandolo all’affetto dei suoi cari. «Ho dei dubbi sulla dinamica. Una manovra strana, non me la spiego».

Patrizia non si preoccupava per queste uscite solitarie.

«Appassionato di moto, Claudio ne ha sempre avuta una dai vent’anni in poi. Non moto di grossa cilindrata: quella Ducati Supersport è un modello sportivo, ma è un 750 di cilindrata, omologata anche per i neopatentati. Claudio l’aveva comprata, usata, nel 2002. Era prudente, non andava mai forte, aveva esperienza anche di viaggi lunghi: come quando è andato a Roma con Teresa. Con il tempo è entrato in contatto online con diversi gruppi di motociclisti, anche di altre regioni, per andare sulle due ruote in compagnia. Ma in questo periodo di ferie andava spesso da solo in Appennino. A volte mi scappava un “stai attento”, ma per lo più era lui che si raccomandava con il figlio Alessio, anche lui motociclista: “vai piano”».

Claudio Iotti è un reggiano doc. Nato e cresciuto a Coviolo, prima in una casa vicino all’Istituto agrario Zanelli – dove si è diplomato –, poi nella casa bifamiliare costruita dai genitori, dove abita tuttora l’anziana madre Maria. Il fratello Fausto, di undici anni più giovane, lavora da Archimede. Una famiglia molto unita, tanto che domenica sera, quando hanno appreso della disgrazia, sono andati tutti e quattro all’obitorio di Castelnovo Monti, per il rito del riconoscimento. E pensare che, su Facebook, qualche ora prima dello schianto il motociclista ha pubblicato una foto della moto in mezzo a un paesaggio di montagna, con la scritta «Passo Scalucchia, 1.390 metri». «Stava tornando a casa, quando ha girato per quel tornante».

Analista programmatore alla Impel (dal 1981 al 1984), poi sistemista alla Teco Informatica (dal 1984 al 1988), nel 1995 Iotti si è messo in proprio, fondando con dei soci la Siar Informatica, della quale è rimasto titolare unico: sede legale a Correggio, sede operativa in via Volta, nella sua residenza, visto che era sempre in giro recandosi di persona dai clienti che avevano problemi con i computer.

Con Patrizia l’incontro risale «a fine anni ’70, nelle manifestazioni organizzate dai movimenti studenteschi dei nostri tempi. Non si può dire che Claudio fosse impegnato politicamente, ma era curioso e attento, gli piaceva discutere di politica sui social».

La quotidianità del 60enne è definita «molto normale», fatta di famiglia, lavoro, una cerchia di amici d’infanzia. «Non frequentava bar o locali – prosegue la compagna – Le sue uniche passioni sono le moto, la pallacanestro (la Grissin Bon la seguiva sempre in televisione, sugli spalti del Palazzetto per le partite più interessanti), le gite in giornata insieme. L’ultima uscita è stata nel maggio scorso quando, per festeggiare i quarant’anni insieme, siamo andati in moto in Sardegna, facendoci un selfie a Stintino».

Benvoluto da tutti, Claudio è descritto come «un uomo dal carattere splendido: sempre di buon umore, sorridente, ironico. Credo di averlo visto arrabbiato solo un paio di volte in diversi decenni. Buono, socievole e pronto ad aiutare gli altri».

La famiglia ha voluto ringraziare i tantissimi amici per i messaggi di cordoglio arrivati di persona e via web. «Claudio, mi mancherai. Addio compagno motociclista, cavalcheremo di nuovo insieme». «Un sentito pensiero alla moglie e ai figli, vi siamo vicini, dalla comunità virtuale dei forum motociclistici». Antonio Casella: «Mancherà a tutti noi la sua vivacità culturale e politica. La sua sottile ironia nell’affrontare discussioni a volte anche aspre».

Tra gli altri Piergiorgio Paterlini: «Dolore straziante per Claudio Iotti». —



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