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Gruppo di discontinuità ancora all’attacco delle “Agende Rosse”

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Brescello. Non si placa la polemica tra il Gruppo di discontinuità e Agende Rosse, che di recente è entrata a far parte della Commissione legalità di Brescello.

Il Gruppo, composto dall’ex consigliere Paolo Monica e dalla moglie Lorella Galli dalla propria pagina Facebook precisa la propria posizione su questo tema, senza risparmiare critiche. «Se prima eravamo disorientati per l’ingresso di Agende Rosse nella Commissione legalità di Brescello – scrive il Gruppo – adesso siamo disgustati, ma non da Agende Rosse in generale, bensì dalle persone che hanno un ruolo di responsabilità per Modena e Reggio Emilia. Non ha importanza che ci sia stato un errore di verbalizzazione che attribuiva ad Agende Rosse di Reggio Emilia la richiesta di entrare nella Commissione legalità di Brescello, è comunque inaccettabile che abbiano accolto favorevolmente la richiesta. Ricordiamo che se il nostro Comune è stato sciolto per ingerenze della criminalità organizzata, la responsabilità morale, politica e amministrativa è stata di persone che ancora oggi amministrano il Comune di Brescello e sono citate nel Decreto di scioglimento, quindi si deve parlare di assoluta continuità con il passato. Tentare di far credere che sia stato avviato un percorso di liberazione dal passato, ed esaltarlo come è avvenuto, in Commissione legalità è pura ipocrisia. È semplicemente stato avviato un inevitabile percorso di “legalità”, perché un Comune già commissariato non può fare altro». «Il nostro intervento – prosegue la nota – non è un’accusa all’associazione, perché crediamo assolutamente alle finalità che dichiara di perseguire, ma alle persone che la rappresentano. Pensiamo ad Agende Rosse di Modena e all’impegno della sua responsabile per il nostro paese, iniziato ancora prima del commissariamento. Pensiamo alle importanti iniziative che ha organizzato e i suoi veementi attacchi agli amministratori locali e ora leggiamo che anche lei è d’accordo per l’ingresso dell’associazione in Commissione legalità».

«La lotta alla mafia – chiude il Gruppo di discontinuità - va fatta in modo serio, partendo da noi, semplici cittadini. Noi continueremo a credere in Agende Rosse e Libera, ma sicuramente non crediamo in quei dirigenti che hanno accettato di partecipare a questa commissione. Pensavamo ci fosse davvero il loro cuore in quello che stavano facendo, ma ci siamo resi conti che erano mossi da altri interessi». —

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