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Albinea non dimentica i cinque tedeschi disertori che aiutarono i partigiani

Adriano Arati
Albinea non dimentica i cinque tedeschi disertori che aiutarono i partigiani

Iniziarono a collaborare coi partigiani, vennero uccisi a Villa Rossi dai commilitoni. Una delegazione al cimitero militare di Costermano per l’anniversario della morte

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ALBINEA. Una giornata sul filo della memoria, una memoria di guerra e morte che unisce Berlino e Albinea. Domenica 25 agosto sarà possibile partecipare ad un’iniziativa dedicata a cinque soldati tedeschi uccisi nell’agosto 1944 a Villa Rossi a Botteghe dai loro commilitoni. Antinazisti decisi a disertare, vennero sorpresi mentre stavano collaborando con le formazioni partigiane attive in zona.

Da Albinea, un pullman partirà diretto al cimitero militare tedesco di Costermano sul Garda: lì sono seppelliti oltre 22mila soldati morti durante la seconda guerra mondiale nell’Italia settentrionale. Fra loro, i marescialli Hans Schmidt e Erwin Bucher, Erwin Schlunder, Karl Heinz Schreyer e Martin Koch, i cinque militari caduti a Villa Rossi 75 anni fa.

Da quella vicenda è nato un gemellaggio ancora attivo, che unisce Albinea a Treptow-Kopenick, la municipalità berlinese da cui proveniva Schmidt, il comandante del gruppetto.

Si torna quindi al periodo della guerra e della Linea Gotica, la linea difensiva lungo l’Appennino creata dall’esercito nazista dopo l’occupazione dell’Italia e la nascita della Repubblica di Salò mussoliniana. A Villa Rossi e a Villa Calvi, a Botteghe, si insedia uno dei principali comandi tedeschi, il principale centro per le comunicazioni dell’area, collegato direttamente con i vertici militari a Berlino.

A Villa Rossi arrivano tanti soldati, fra cui Hans Schmidt, un maresciallo tedesco del Quinto Corpo d’Armata, originario di Treptow Kopenick. Militante socialista, in Germania aveva vissuto anni difficili di persecuzione e prigionia.

È un esperto marconista, però, e nel momento della crisi bellica, viene liberato in cambio dell’arruolamento nell’esercito, dove mancano gli addetti alle comunicazioni. Schmidt rimane comunque critico verso il regime hitleriano, e su questa base lega con quattro compagni d’arme, segnati dai tanti fatti di sangue, rappresaglie che spesso colpiscono la popolazione civile.

Schmidt, Buche, Schundler, Schreyer e Koch si avviano su una strada coraggiosa quanto rischiosa, ed iniziano a collaborare con i partigiani di Reggio, in quella fase ormai ben organizzati. Il 26 agosto 1944, tutto va a monte. Quella notte Schimdt decide di consegnare un radiotelegrafo ai partigiani, e di far loro catturare due ufficiali nazisti protagonisti di azioni criminali, ben oltre il lecito militare. A rovinare tutto, involontariamente, il lancio di un bengala da parte di un aereo inglese, impegnato in tutt’altra operazione.

La luce genera l’allarme generale nel comando tedesco, Schmidt viene scoperto e ucciso dai commilitoni tedeschi, che sospettavano di lui da tempo. Non va meglio ai quattro compagni. Bucher cerca di scappare e viene colpito a morte. Schlunder, Schreyer e Koch vengono catturati e giustiziati poche ore dopo. A poca distanza dal luogo della loro uccisione, e in piazza Caduti Alleati di Villa Rossi, a Botteghe, ora si trova il monumento “Mai più”, dove spesso la figlia Schmidt fa portare dei fiori.

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