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No al Biogas, la Municipale fa togliere lo striscione. I comitati: «Ci spieghino»

M.F.
No al Biogas, la Municipale fa togliere lo striscione. I comitati: «Ci spieghino»

Un agricoltore lo aveva appeso ad alcuni paletti nel suo terreno. La polizia locale gli ha imposto di toglierlo, pena una multa Mancherebbe un’autorizzazione

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CORREGGIO. Campeggiava affacciandosi verso la strada, ma a parecchi metri di distanza da essa, a Budrio, lo striscione di protesta contro l’impianto del biogas che ieri è stato tolto su esplicita richiesta dei vigili urbani ai proprietari del terreno, un’azienda agricola. Una rimozione che non è stata affatto gradita dal coordinamento dei comitati ambiente e salute di Reggio Emilia, del quale fa parte quello di Correggio, che con quello striscione avevano aperto la sfilata di protesta dei trattori del 20 luglio scorso a Reggio Emilia.

«Ci hanno intimato di toglierlo entro mezzogiorno, pena una multa da 500 euro – ha raccontato ieri sera il proprietario – Io non avevo tempo e mi hanno concesso di poterlo fare in serata. Come è stato. Hanno parlato di un articolo del codice della strada e della mancanza dell’autorizzazione necessaria. A quanto pare il colore acceso del cartellone e le dimensioni turbano il passaggio dei veicoli impedendo il regolare svolgimento del traffico e mancherebbe un’autorizzazione. Per rispetto alla legge lo abbiamo tolto, ma poi ho ricevuto miliardi di telefonate di solidarietà. E abbiamo avuto dei dubbi. Così ho scritto un’email ai vigili urbani perché ci dicano esattamente di che legge si tratta. Inoltre ci muoveremo per chiedere l’autorizzazione che serve».

Toni decisamente meno concilianti quelli del coordinamento dei comitati. «Non riusciamo a comprendere: se davvero quello striscione non era conforme alla segnaletica, perché, dato che era appeso dal 7 agosto, hanno aspettato quasi una settimana per chiedere di rimuoverlo e non l’hanno fatto il giorno stesso? L’applicazione delle norme era in ferie? Ci dovevano pensare? E poi che c’entra l’autorizzazione? Se espongo da casa mia la bandiera del Tricolore mica devo chiedere l’autorizzazione, e le persone a cui è stato chiesto di toglierlo erano sui loro terreni, sulla loro proprietà. Adesso non si può più manifestare liberamente le proprie idee nemmeno in casa?». Poi precisano: «Quello striscione aveva già avuto il benestare della questura, della prefettura e del comando della polizia municipale di Reggio Emilia».

«Ci piacerebbe ricevere spiegazioni – spiega anche il portavoce Emiliano Codeluppi – ma non sappiamo nemmeno a chi chiederle: i vigili di Correggio? Il Comune? L’Unione?». «Dateci una mano a rintracciare un responsabile a cui porre queste domande...», è il provocatorio appello del coordinamento dei comitati.

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