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«Ha ragione il segretario Zingaretti adesso non c’è alternativa al voto»

«Ha ragione il segretario Zingaretti adesso non c’è alternativa al voto»

Il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro sulla crisi di governo «Ora non c’è una coalizione alternativa, ma potrebbe cambiare» 

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L’intervista

«In questo preciso momento non c'è alcuna maggioranza perché quella che reggeva fino a poco fa è stata fatta brillare da Salvini. È dunque lucido Zingaretti nel dire che in questo preciso momento non si può che andare a votare, non esiste alcuna coalizione. Ma non è detto che questo non possa cambiare nelle prossime settimane». Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera, non ha dubbi su quale sia l’opzione migliore del momento. «La prassi costituzionale dice che bisogna verificare se c'è una possibile maggioranza in Parlamento e in caso contrario il Presidente della Repubblica può pigiare il tasto reset della legislatura».

È possibile dialogare con i grillini?

«Mi pare che non siano più quelli delle consultazioni in streaming. Governare forma. L’esperienza insegna. Credo che per il Pd non sia possibile il dialogo con forze di destra. Penso però che sia l’elettorato 5 Stelle che quello democratico inorridirebbero davanti a un posticcio accordo di potere: il dialogo, se ci sarà, deve necessariamente essere su quello che di buono si fa per il Paese».

In questo momento il mantra è: “Ci affidiamo a Mattarella”…

«Il presidente della Repubblica è un arbitro. La partita la devono giocare le squadre in campo. Avere però un grande arbitro fa sì che la partita si possa svolgere con regolarità nel campo, nei tempi, nelle modalità dell’incontro».

Renzi teorizzava i pop-corn sul divano. Ora apre anche ai 5 Stelle. Scelta di responsabilità o desiderio di recuperare un ruolo di primo piano?

«Sono uno dei pochi iscritti al Pd che non ha mai votato Renzi, quindi non sono il più indicato ad analizzarlo. Il ragazzo ha intuito e quando è in area di rigore sgomita e chiede palla, cosa che gli consente anche di segnare. Solo che poi si rischia il fallo, ci si rende antipatici ad avversari e compagni. A me piacciono più Pirlo e Del Piero, per intenderci: creatività. A un tifoso del Pd cascano le braccia, nel leggere che casca il governo gialloverde e quindi si spacca il Pd. In una squadra servono tutti, ma nessuno giochi per per sé». —

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