«Credo manchi una cultura cattolica condivisa»
L’ex consigliere regionale Marco Barbieri, la Balena Bianca di montagna e la voglia di confrontarsi con la società dei social
MARCO BARBIERI
L’ Incontro che si è tenuto a Succiso nei giorni scorsi, è una iniziativa che da diversi anni mette insieme persone impegnate politicamente su sponde politiche diverse, una bella iniziativa che aiuta a riflettere. Penso che la politica italiana abbia perso la voglia di capire, confrontarsi.
L’idea che l’altro, anche sul piano politico sia solo un nemico, e che non abbia mai degli “spicchi” di ragione, è una patologia grave del nostro Paese.
Berlusconi ha una certa responsabilità storica, avendo per primo applicato la logica calcistica alla politica, certo che da allora anche chi gli ha fatto opposizione ha usato spesso la stessa modalità.
Anche il Pd (che è il mio partito), in particolare nella gestione Renziana, ha scontato la malattia del conformismo: il capo che ha sempre ragione, e gli altri sono gufi, non portatori di altri punti di vista con cui confrontarsi.
Per questo non ho avuto problemi in questi anni ad essere in minoranza, anche contro a quasi tutti quelli che venivano dalla mia storia politica.
Penso che il Pd si possa risollevare solo se riprende la voglia iniziale di confrontarsi, si diceva di contaminarsi, solo così si può costruire una visione di futuro condivisa ed appetibile per il Paese.
Non cancellare le culture ma aggiornarle, renderle capaci di confrontarsi con la società dei social, e non certo con i personalismi e i voti di nicchia (alla De Lucia) si può andare avanti e costruire un partito di popolo e di governo.
Il tema mondo cattolico è un tema mi pare attualissimo in questi giorni, tirato malamente per i capelli dentro lo scontro politico: basta pensare ai crocefissi e alle madonne di Salvini, magari poi come alla manifestazione di Milano, facendo fischiare il Papa.
Mi fa piacere che alcuni amici siano impegnati sul fronte della cosiddetta rete bianca, personalmente ho qualche dubbio che l’iniziativa possa avere un riscontro politico immediato e concreto.
In questo tempo, mi pare manchi una cultura cattolica condivisa, oggi tra i cattolici italiani sui temi più di contraddizione come ad esempio quello dell’immigrazione ci sono posizioni diametralmente opposte: si va da chi vede qualsiasi immigrato come un pericolo culturale e sociale a chi è per un accoglienza senza limiti e regole.
Per questo penso che il fronte culturale sia la priorità su cui operare, certo è una questione che riguarda il mondo cattolico ma più in generale tutto il Paese. —
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