Hanno tolto la fiducia al Governo Conte ma tengono strette le loro poltrone
Zanichelli, deputato del Movimento 5 stelle ribatte alla Lega, a Salvini e a Gianluca Vinci
LA REPLICA
DAVIDE ZANICHELLI
La sconsiderata scelta politica della Lega, mossa dall’avidità di voler capitalizzare un presunto consenso elettorale, blocca l’Italia a partire dai provvediementi presi dopo i fatti della Val d’Enza, invocando il voto in un momento dell’anno in cui, a ridosso della Legge di Bilancio, si rischia di far precipare il Paese nel caos. Senza contare che si vanifica il lavoro su riforme importanti come la riduzione dei tempi della Giustizia, la riforma della Scuola e sul Salario minimo.
A questo si aggiungono le continue giravolte della Lega che l’hanno portata in un vicolo cieco. Tagliare i parlamentari o togliere la fiducia a Conte. Penso che non vogliano nessuna delle due cose. Chiaramente i leghisti si trovano davanti a un bivio: votare la fiducia al Governo e successivamente completare l’iter del provvedimento per il taglio dei parlamentari con l’ultimo voto alla Camera, oppure sfiduciare il Premier e così far saltare il provvedimento dato che per completarlo è necessario avere un Governo operativo e in carica. Se questo secondo scenario si verificasse sarebbe la dimostrazione del fatto che la Lega non vuole rinunciare alle poltrone e non vuole procedere con il taglio dei parlamentari.
Alla conferenza dei capigruppo della Camera anche i leghisti sono stati favorevoli ad anticipare la fiducia a Conte e hanno votato questo calendario dei lavori.
Di fatto, però, quello che è palese è che hanno tolto la fiducia al Governo ma continuano a mantenere strette le loro poltrone nei ministeri. La loro paura si legge negli occhi, e l’apertura del ministro leghista Centinaio verso Di Maio di queste ore appare come lo stesso vinavil citato da Salvini.
Queste continue giravolte sono l’emblema di una Lega che s’è dimenticata dei cittadini, e mentre i nostri ministri a 5 stelle continuano a lavorare, la Lega sta pagando il conto di una mossa azzardata, e di ripetute bugie, dapprima sul fatto che il taglio non si potesse fare in tempi brevi, e poi gridando di volerlo subito. Vedremo quanto lo vorranno per davvero.
Mi auguro che si arrivi a poter eliminare 345 poltrone alla Camera già dalla prossima legislatura, ma anche che si possano tagliare da subito gli stipendi dei parlamentari. Cosa che noi dei 5 Stelle già facciamo mensilmente. E vedremo se anche altri saranno favorevoli. Poi, se si il presidente della Repubblica deciderà di sciogliere le Camere, non abbiamo paura del voto, ma vogliamo che il taglio di oltre un terzo dei parlamentari veda la luce.
Non abbiamo paura del voto e, se del caso, siamo pronti a scendere in campo e ad andare a nuove elezioni. —
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