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«Incendio alla Co2 Inquinanti nei limiti»

«Incendio alla Co2 Inquinanti nei limiti»

È il risultato delle indagini Arpae dopo il rogo a Ghiardo «Valori in linea con quelli prevedibili in un evento così»

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bibbiano. «I risultati delle analisi hanno confermato che tutti i valori degli inquinanti sono nella norma o sotto i valori limite».

Così dichiara l’Arpae in una nota dopo le analisi relative all’incendio che ha mandato in fumo un grosso quantitativo di materiale plastico, depositato nel cortile della ditta Co2 di Ghiardo, la notte dell’8 agosto scorso. È il risultato delle indagini dei tecnici arrivati in via Sacco e Vanzetti mentre l’incendio divampava e i cui accertamenti sono proseguiti fino al mattino successivo. Nel dettaglio, le misure istantanee effettuate dalle 4 della notte hanno riguardato l’acido cloridrico, il monossido di carbonio e i composti organici volatili e sono state effettuate nell’area di pertinenza della ditta in prossimità dell’area cortiliva. I risultati hanno mostrato valori vicino al limite di rilevabilità.

Arpae ha poi effettuato «due campionamenti istantanei di aria–ambiente tramite prelevatore a sacche: il primo direttamente presso l’area interessata dall’incendio e il secondo nell’area a nord confinante con lo stabilimento» e, vista la tipologia dell’azienda che raccoglie rifiuti plastici dalle stazioni ecologiche di Iren e Saba, i tecnici hanno raccolto campioni di inquinanti specifici anche nei pressi delle zone abitate ovvero in via San Lazzaro, via Montesanto, via Montefiorino, via Che Guevara e via Magellano, per verificare la presenza cerca di composti organici volatili. «È stato predisposto, infine, un campionatore ad alto volume – prosegue la relazione – per la ricerca di Diossine, Furani, Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), Policlorobifenili (Pbc) e metalli, in via Montefiorino presso il circolo Arci».

I RILIEVi

I risultati sono rassicuranti secondo Arape: le concentrazioni di metalli (campionamenti compiuti in orari diversi durante e dopo l’incendio) sono risultate «con valori al di sotto di quelli indicati dalla normativa di riferimento. Confrontando analoghe rilevazioni effettuate presso la centralina di viale Timavo, a Reggio Emilia, si nota solo un lieve incremento del Nichel».

Per i composto organici volatili (Cov) «i valori misurati sono in linea con quelli prevedibili in un incendio come quello monitorato. I valori più alti sono stati rilevati nel piazzale della ditta, a incendio ancora in atto, e già nel giro di un’ora hanno cominciato ad abbassarsi».

Sul fronte diossine e furani «le concentrazioni rilevate col campionatore alto volume, raffrontate con le misurazioni analoghe effettuate nelle stazioni di rilevamento della qualità dell’aria, si attestano su valori inferiori alle soglie di riferimento, senza evidenziare incrementi significativi dovuti alle ricadute dell’incendio».

L’acqua usata per spegnere l’incendio, stoccata in una vasca, verrà smaltita da una ditta specializzata su incarico della Co2. Arpae, invece, precisa che proseguirà i controlli per accertare il corretto smaltimento dei rifiuti bruciati nell’incendio e dell’acqua di spegnimento. —

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