L’assassino è in fuga da una settimana Ora Hicham è stato dichiarato latitante
L’atto formale, richiesto dal pm Marco Marano, consentirà indagini più incisive sulle frequentazioni del 34enne
L’assassino della barista del Moulin Rouge – Hicham Boukssid, marocchino 34enne in fuga da giovedì scorso – è stato dichiarato ufficialmente latitante. Non che il clandestino non fosse già, di fatto, latitante, visto che è ricercato ad ampio raggio da ben una settimana. Da quando, giovedì 8 agosto alle 18, l’uomo si è presentato al bar di via XX Settembre, si è diretto dritto dietro al bancone, ha colpito con una decina di coltellate la barista Hui Zhou, 24 anni (il movente è da accertare, forse passionale, di certo un risentimento personale) ed è fuggito portando con sé il coltello. Il giorno seguente, venerdì sempre alle 18, l’omicida è stato avvistato in lontananza in mezzo alla vegetazione sul lungo Crostolo.
Da allora Hicham è diventato un fantasma, nonostante una decina di segnalazioni verificate con scrupolo.
Una settimana da via Crucis per la questura, impegnata giorno e notte a risolvere il caso. Il pm Marco Marano, che coordina l’indagine della Squadra Mobile, ieri ha avanzato al Gip la richiesta della dichiarazione di latitanza. Si tratta di un ulteriore atto formale da parte della Procura di Reggio Emilia, al pari del provvedimento di misura cautelare per omicidio, strumentale a incriminare per favoreggiamento eventuali terze persone che possono aver fornito aiuto al fuggiasco. Anche quest’ultimo provvedimento ha la finalità di rendere l’operato degli investigatori più incisivo per metodo e strumenti: in tal modo la polizia avrà “mani libere” da lacci autorizzativi.
La fuga di Hicham, uno sbandato senzatetto espulso due volte, continua al di là di quanto ci si sarebbe aspettati da parte di uomo solo, senza soldi, perfino senza scarpe (le sue ciabatte sono state trovate sul lungo Crostolo). Poiché gli inquirenti – impegnati in quotidiane riunioni in questura – non vogliono lasciare nulla d’intentato, le ricerche continuano a 360 gradi, sia in città (dove ieri le unità cinofile hanno battuto il cimitero di Cavazzoli), sia in Italia, sempre in stretto contatto con le autorità del Marocco, che sono state preallertate con la trasmissione delle impronte digitali. In Marocco, in particolare nella provincia di Settat (a 80 chilometri a sud di Casabanca, nell’entroterra), abita la madre del fuggitivo, mentre sorelle e fratelli vivono sparsi in diverse regioni d’Italia. Anche la comunità marocchina ha lanciato appelli affinché i connazionali collaborino con la polizia. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
