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«Mari, ora sei una stella Ti ricorderemo col sorriso»

Adriano Arati
«Mari, ora sei una stella Ti ricorderemo col sorriso»

Una folla commossa ha partecipato a Cecciola al funerale di Marisa Moretti  Tante lacrime e applausi per la 47enne morta dopo la caduta al trial notturno

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«Ciao Mari, amica generosa». Fra lacrime incontenibili e applausi lunghissimi, un’intera vallata si è ritrovata ieri mattina per l’ultimo saluto a Marisa Moretti, Mari per tutti, la 47enne di Castelnovo Monti, morta lo scorso fine settimana dopo la rovinosa caduta all’ultratrail in notturna a Ligonchio.

LA CERIMONIA

Il funerale si è tenuto a Cecciola, il borgo nella Valle dei Cavalieri nell’alto ramisetano da cui proviene la famiglia Moretti e in cui era nata e cresciuta anche Mari, poi trasferitasi a Castelnovo Monti, dove lavorava come operatrice sanitaria a Villa delle Ginestre. A Cecciola vivono ancora i fratelli Renzo e Giuseppe, figure molto note in zona per la loro attività legata sia all’agricoltura che all’allevamento di bovini.

La funzione religiosa si è tenuta nella piccolissima chiesetta locale, incastonata nel cuore del borgo in sasso. Il feretro è stato portato a spalla per gli ultimi cinquanta metri e ad accogliere la salma c’erano il compagno, i fratelli, i parenti e centinaia di persone arrivate da tutto l’Appennino, rimaste attorno all’edificio religioso perché la piccola chiesa non poteva ospitare tutti.

Per permettere comunque di partecipare alla cerimonia, sono stati montati degli altoparlanti che trasmettevano anche all’esterno le parole del sacerdote e di chi ha voluto ricordare Mari. C’erano uomini e donne di mezza montagna, tante colleghe di ieri e di oggi, moltissimi abitanti del Ramisetano, compresi villeggianti che conoscevano bene la famiglia Moretti.

Presenti il sindaco di Ventasso Antonio Manari con il vicesindaco Martino Dolci, anch’egli originario della Valle dei Cavalieri, e le assessore Paola Berti e Marika Nuccini. Hanno partecipato anche l’ex sindaco ramisetano Davide Dazzi e l’ex primo cittadino di Castelnovo Monti Gianluca Marconi. Ben visibili, con le loro divise d’ordinanza, le volontarie e i volontari della Croce Verde Alto Appennino e del Saer, il soccorso alpino regionale. Sono state proprio queste associazioni, già in servizio all’ultratrail, le prime a intervenire venerdì sera a Ligonchio e a lavorare instancabilmente per portare i soccorsi alla 47enne. Ieri le delegazioni hanno voluto essere presenti per portare la loro vicinanza alla famiglia. Un legame forte e consolidato, specialmente con la Croce Verde Alto Appennino, la pubblica assistenza attiva nel vastissimo territorio del Comune di Ventasso. Tanto che i Moretti hanno chiesti di non portare o mandare fiori, ma di fare donazioni alla Croce Verde.

IL RICORDO

Toccanti le parole lette dal pulpito da una collega di lavoro. «Cara Marisa, anche se sappiamo con certezza che adesso sei una stella tra gli angeli, il pensiero di non averti al nostro fianco fa stare male tutti – ha dette con la voce rotta dall’emozione – lasci un vuoto incolmabile nella nostra casa a Villa delle Ginestre. Sei sempre stata una collega sincera e operosa, che mai si è tirata indietro nelle difficoltà. Anche con i nostri vecchietti, che ti ricordano con grande effetto e commozione. La tua perdita ha lasciato tutti senza parole. Lasci un vuoto nei nostri cuori. Poi, pensiamo a te e alla tua forza e a come affrontavi le difficoltà e ci diciamo che non possiamo lasciarci sopraffare dalla sofferenza. Dobbiamo continuare a vivere col sorriso, come avresti voluto. Era la tua più grande forza, sarai l’angelo che veglierà su di noi».

È toccato a don Danilo Gherpelli, affiancato da don Giovanni Caselli, trovare nelle parole della fede il conforto per la tragedia che si è consumata. Lo ha fatto richiamando una frase che un’amica ha voluto scrivere e dedicare a Mari: «Fai ciò che ami, e sarai felice». Era felice Mari venerdì sera mentre insieme al compagno Paolo e agli amici si avventurava tra i suggestivi scenari del nostro appennino. È questo pensiero è nel cuore di tutti.

Dopo la cerimonia, un lunghissimo corteo a piedi ha attraversato il borgo e raggiunto il nuovo cimitero per la sepoltura.

Un lento, dolente serpentone che ha portato centinaia di persone sino all’ultimissimo atto, accompagnato da un lungo applauso per Mari. —



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