Spacciatore tradito dall’odore di “fumo” e denunciato
La polizia controlla un 36enne nigeriano in zona stazione Sequestrati 117 grammi di marijuana suddivisa in 38 dosi
reggio emilia. Nascondeva la marijuana dentro i pantaloni ma, nel corso di uno specifico servizio antidroga nella zona della stazione ferroviaria storica, i poliziotti della Squadra Mobile della questura di Reggio lo hanno controllato e scoperto, denunciando per il reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio un nigeriano di 36 anni, risultato regolare in Italia e incensurato.
Martedì scorso gli agenti, che stavano eseguendo dei controlli di persone straniere legate all’ambiente dello spaccio, alle 11.30 in via Don Alai (una laterale di via Eritrea) si sono imbattuti in un uomo che stazionava per strada, fumando e diffondendo un inconfondibile odore di marijuana che aleggiava nell’aria.
Quando gli operatori si sono avvicinati, si sono qualificati come poliziotti e gli hanno chiesto i documenti, lo sconosciuto ha mostrato subito evidenti segni di nervosismo. I poliziotti hanno deciso di procedere alla perquisizione personale, rivelatasi più che fruttuosa: all’interno dei pantaloni, all’altezza delle mutande, sono saltati fuori 117 grammi di marijuana suddivisi in 38 involucri di cellophane (le dosi già pronte per la vendita ai clienti), mentre nella tasca destra è stato trovato un telefono cellulare di marca Samsung e nella tasca sinistra, dentro al portafoglio, la somma di 170 euro in contanti.
Lo stupefacente è stato posto sotto sequestro preventivo, mentre in base alla residenza riportata sui documenti della persona fermata è scattata la perquisizione domiciliare, con esito negativo poiché, come si è appurato in seguito, a quell’indirizzo anagrafico non corrispondeva l’effettivo alloggio del 36enne fermato.
Quest’ultimo poi, davanti alle pressanti domande dei poliziotti, ha fatto scena muta, rifiutandosi di collaborare; l’uomo era in possesso di un un mazzo di chiavi, tra le quali una a doppia mappa (la porta blindata di un appartamento, si presume nei dintorni). Ma poiché il fermato si è rifiutato di indicare la sua attuale dimora, e in assenza di ulteriori elementi, l’episodio si è concluso con il 36enne portato in questura per gli accertamenti del caso. Una volta steso l’atto formale di denuncia, obbligata in assenza della flagranza di reato, il nigeriano è tornato in libertà, in attesa di comparire in tribunale per rispondere dell’accusa a suo carico. —
Am.P.
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