Una quantità di scarti tripla rispetto alla soglia Due reggiani denunciati
reggio emilia. Negli ultimi due anni l’azienda ha stoccato una quantità di rifiuti doppia e perfino tripla rispetto alla soglia consentita, incappando nel reato di attività illecita di gestione di rifiuti non pericolosi. Perciò due imprenditori reggiani, titolari di una ditta di recupero di scarti di provenienza edile per ricavarne inerti, sono finiti nei guai e sono stati denunciati dai carabinieri forestali.
Nel corso di controlli finalizzati ad accertare il regolare stoccaggio dei rifiuti, inteso sia come operazioni di smaltimento sia come recupero, martedì scorso il Nucleo Investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale dell’Arma ha riscontrato irregolarità in un’azienda reggiana, specializzata nel recupero di scarti edili dai quali vengono ottenuti inerti artificiali destinati alla realizzazione di strade e parcheggi. Da chiarire che i rifiuti non sono stati scoperti fisicamente all’interno della ditta; si è trattato di un accertamento documentale, che ha analizzato le annualità precedenti. E proprio nel recente passato è stato rilevato il superamento, ritenuto ingente, dei limiti annui autorizzati per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. A fronte di una soglia consentita di 16mila tonnellate di rifiuti, l’azienda ne ha trattate ben 50mila tonnellate nel corso del 2017 e 35mila nel 2018.
La posizione dei titolari sarebbe stata più grave se si fosse trattato di rifiuti pericolosi. Invece, trattandosi di materiale non rischioso per la salute, al termine del procedimento penale i due imprenditori dovranno far fronte a una salata ammenda, fino ad un massimo di 26mila euro. —
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