«L’assassino fuggiva scalzo l’abbiamo visto due volte»
Il doppio avvistamento venerdì scorso, nella boscaglia a fianco di via dei Gonzaga «A torso nudo, sudatissimo, correva a perdifiato». Dei ragazzi l’hanno rincorso
Un uomo braccato che corre scalzo, a perdifiato, nella prima periferia della città, trovando per due volte sempre rifugio fra i boschetti che da via dei Gonzaga si allungano sino al Crostolo, facendola franca nonostante il rapido allarme lanciato dagli avvistatori alla polizia che interviene prontamente. Non è un film, ma il racconto di come venerdì sera – a poco più di un giorno dall’omicidio della barista cinese del Mouiln Rouge – l’assassino Hicham Boukssid (marocchino di 34 anni) fosse ancora a Reggio Emilia e in modo rocambolesco sia sfuggito alla cattura, per poi far perdere le proprie tracce ad oltre una settimana dal delitto.
Chi se l’è trovato di fronte è un gruppo di ragazzi e il padre di uno di questi, cioè l’agricoltore 53enne Luca Brindani, conosciutissimo nel mondo del basket femminile reggiano per il suo costante impegno come dirigente di club. Abitano tutti in zona e venerdì intorno alle 22 vedono, all’improvviso, spuntare un uomo dalla pista ciclopedonale di via dei Gonzaga. «Era a torso nudo, sudatissimo e correva scalzo sull’asfalto – ricorda con precisione Brindani, attorniato dai ragazzi che confermano le sue parole – per poi infilarsi nel boschetto. Capelli rasati e con addosso solo dei pantaloni chiari, correva veloce, come un atleta, in un attimo è sparito». La segnalazione alla polizia è immediata, perché sono tutti al corrente dell’omicidio e di agenti quel giorno ne hanno visti tanti alla ricerca dell’assassino. I poliziotti della Mobile piombano lì in un amen, ma il nordafricano rimane un fantasma. Incredibilmente due ore dopo – cioè quando è da poco trascorsa la mezzanotte – il nordafricano rispunta dal boschetto , poco più in là rispetto al punto dove era entrato di corsa. Stavolta cammina, si sente più sicuro, ma non si aspetta che dei ragazzi siano lì in compagnia a fare due chiacchiere al fresco della notte. Fra loro chi si era reso conto, due ore prima, d’aver incrociato l’omicida in fuga, quindi lo riconosce e, con una buona dose di coraggio, lo rincorre. Il marocchino reagisce subito e diventa imprendibile anche per i ragazzi, imboccando il lungo Crostolo. Parte contemporaneamente la chiamata alla polizia, ma nel buio non sarà facile districarsi in quell’area dove la natura è selvaggia, quindi anche stavolta le ricerche vanno a vuoto. Probabilmente Boukssid (uno sbandato senzatetto, espulso due volte) conosce come le sue tasche quella zona, spesso usata dai nordafricani come deposito (vi sono anche casolari abbandonati in quell’area verde) per affari illegali. Le sue ciabatte sono state trovate sul lungo Crostolo, potrebbe avere con sè il coltello con cui ha ucciso la 24enne Hui Zhou. Ha soldi? Qualcuno lo sta aiutando? È ancora nel Reggiano? In Marocco sono allertati, c’è la dichiarazione di latitanza e il provvedimento di misura cautelare per omicidio: mosse tese a fare terra bruciata attorno all’omicida. Ma sinora senza esito. —
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