Gazzetta di Reggio

Reggio

AVEVA 75 anni 

L’Atletica reggiana in lutto per la morte di Giorgio Del Rio tecnico e dirigente

Aldo Spadoni
L’Atletica reggiana in lutto per la morte di Giorgio Del Rio tecnico e dirigente

Da triplista vincente a stimato allenatore di tanti campioni Stamani alle 10 i funerali nella chiesa di San Luigi Gonzaga

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L’Atletica reggiana è in lutto e piange la morte del 75enne Giorgio Del Rio, figura storica del mondo sportivo reggiano, fondatore dell’Atletica Reggio e presidente del team sino al 2017, anno in cui (oltre a inaugurare la nuova sede della società) divenne presidente onorario.

Nato a Reggio nel 1944, si avvicinò al mondo dell’atletica leggera nei primi anni Sessanta con le maglie dello Csi Reggio e della Cooperatori (società che diedero poi origine all’indimenticata Unipol Reggio), diventando eccellente triplista e superando più volte il muro dei 14 metri, misura che all’epoca rappresentava un risultato tecnico di caratura nazionale.

Prima di arrivare a Unipol, Reggio ebbe il suo periodo di maggiore spessore agonistico e una grande visibilità a carattere mediatico non solo nazionale con atleti come Pasqualino Abeti e Doriano Corghi (poi diventato presidente provinciale del Coni) che vinsero titoli nazionali vestendo più volte la maglia azzurra nella velocità e negli ostacoli.

Nacque così l’Alco Reggio, collegata con l’Alco Rieti, società tra le più blasonate a livello internazionale con i colori neroarancio, da metà degli anni Settanta.

La cessata attività di alcuni dirigenti storici e di alcuni atleti causò la fine di un periodo di grandi fasti: nelle ultime stagioni l’Alco si unì con una neonata società di Parma e con l’AZ Verde, altro colosso dell’atletica italiana.

Giorgio Del Rio, molto legato alla sua terra, voleva la reggianità di questo movimento e lottando caparbiamente contro tutto e tutti, alla metà degli anni Settanta diede vita alla sua splendida creautura, l’Atletica Reggio, poi destinata a raccogliere allori significativi sino ai nostri giorni.

L’Alco e il Footing Club cessarono ogni attività, sicché all’inizio degli anni Ottanta solo l’Atletica Reggio era operativa, con un folto gruppo di atleti e tecnici. Nel 1985 la spinta di uno sponsor determinato originò la nascita della Giglio Reggiana Atletica, che riunì un buon numero di società di atletica della provincia, fra le quali l’Atletica Reggio, a partire dalla categoria allievi.

Seguirono anni di successi. Abbracciarono il suo progretto Giampaolo Cellario, storico atleta azzurro e tecnico di grande esperienza, che ha cresciuto centinaia di velocisti, e Riccardo Aicardi, ex azzurro del lancio del giavellotto e storico tecnico del settore giovanile. Del Rio, tra l’altro, da anni lottava sottolineando spesso le difficoltà create dalla mancanza di un impianto indoor per la preparazione nei mesi invernali: un progetto caduto sempre nel vuoto (e ancora non realizzato), dopo le tante promesse fatte negli anni dalle tante amministrazioni comunali passate.

Aveva sottolineato anche le problematiche del “Camparada”, in quanto «non si possono far allenare atleti con intensa attività aerobica – diceva – costantemente a contatto con lo smog», in quanto l’ormai vetusto impianto di via Melato si trova a stretto contatto con una strada ad alta concentrazione di traffico, via del Partigiano, dove giornalmente passano migliaia di mezzi.

Per le sue grandi capacità, la Fidal individuò in Giorgio Del Rio la giusta figura per incentivare e motivare il movimento reggiano: divenne così apprezzato dirigente federale nei Comitati provinciale e regionale oltre a prezioso collaboratore del Coni. Ha sempre partecipato in prima persona, e con propositività, alle varie iniziative del Coni Point di Reggio Emilia e anche negli ultimi mesi, nonostante la malattia si facesse sempre più aggressiva, non rinunciò all’organizzazione della Cerimonia dei Premi Coni, alla quale per anni ha svolto il ruolo di speaker ufficiale.

Oltre agli incarichi e ai risultati tecnici raggiunti, di Del Rio si ricordano il suo amore per l’atletica e per lo sport in generale, per la società sportiva che aveva fondato e per la sua città, che da reggiano vero sapeva amare in tutte le sue sfaccettature.

Un uomo che al primo approccio sembrava burbero, esuberante, focoso, ma che sotto quella corazza aveva quella genuinità, tipica del Dna della nostra gente, che lo portavano in ogni occasione – una su tutte il Palio Città del Tricolore – a essere sempre uomo vero. Era sempre pronto e disponibile verso chi avesse bisogno di aiuto, dispensando consigli tecnici e psicologici, rassicurazioni e stimoli e incoraggiamento nei momenti di sconforto, sportivo e non.

Da reggiano doc, esprimeva spesso le sue perplessità e i suoi rimbrotti in dialetto. Giorgio va ricordato anche per la sua ironia e le sue battute. Era un uomo vero, che non portava mai rancore: le accese discussioni a difesa delle sue idee erano sempre seguite immediatamente da un pronto confronto chiarificatore, al quale seguiva un abbraccio riappacificatore da vero sportivo qual era.

I funerali di Del Rio – che lascia il figlio Daniele e la compagna Marisa – si svolgeranno oggi alle 10, nella chiesa di San Luigi Gonzaga, in via Torricelli 31 alla Pappagnocca. —





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