Nuovamente nei guai il pusher con la marijuana nelle mutande
Il 36enne tradito dal gps di una bicicletta rubata e bloccato in zona stazione È accusato di spaccio per un etto di droga e di ricettazione per la bici da mille euro
REGGIO EMILIA. Cercando di recuperare una bicicletta rubata, i carabinieri finiscono per intercettare non solo un etto di marijuana, ma bloccano la stessa persona – il nigeriano 36enne Isaiah Ikechukwu Uwadia – che due giorni prima, sempre in zona stazione e con lo stesso nascondiglio (cioè nelle mutande), se ne andava in giro con addosso 117 grammi del medesimo tipo di stupefacente.
Nel primo pomeriggio di Ferragosto – intorno alle 15 – viene localizzata la bicicletta arraffata a Modena e facente capo al servizio mobike del capoluogo d’oltre Secchia.
La bici ha al proprio interno un gps che permette di localizzarla a Reggio Emilia, specificatamente in via Ceva, nei pressi della stazione ferroviaria.
L’azienda che cura a Modena il servizio di noleggio avverte subito il 112 e parte velocemente l’intervento dei carabinieri. In via Ceva i militari trovano subito la bicicletta e chi la sta utilizzando.
Si tratta del nigeriano Uwadia che, a questo punto, è già nei guai per ricettazione del mezzo rubato del valore di mille euro.
Ma durante l’identificazione i carabinieri notano una strana sporgenza nei pantaloni indossati dal 26enne e si passa alla perquisizione che non sarà infruttuosa: nelle mutande, infatti, l’uomo nasconde 25 dosi di marijuana per un peso complessivo di oltre un etto.
Scatta, perciò, l’arresto per il nigeriano, a cui viene sequestrata la bicicletta (una city bike, poi restituita all’azienda di Modena), la droga, il telefonino e 50 euro in contanti (considerati provento dello spaccio).
Poche ore dopo – cioè ieri mattina – Uwadia è comparso, in tribunale, davanti al giudice Chiara Alberti. Il nigeriano – che è difeso dal legale Alfonso Boni – dice di avere un lavoro (come imbianchino) e una casa (in via Compagnoni) e di non essere uno spacciatore: «La marijuana me l’ha affidata un arabo (ma non ne fa il nome, ndr) e gliela custodisco per fargli un favore».
Dai riscontri dei carabinieri si tratta, invece, di un nullatenente senza fissa dimora (le chiavi in suo possesso non aprono la porta dell’abitazione di via Compagnoni indicata dall’arrestato) che vive di spaccio di marijuana.
Il giudice Alberti, al termine dell’udienza, convalida l’arresto, dispone il divieto di dimora per il 36enne nella provincia di Reggio Emilia (come richiesto dal pm onorario Eletta Sassi), per poi rinviare il processo al 15 ottobre prossimo.
Per quanto riguarda l’accusa di ricettazione della city bike, se ne riparlerà in un altro processo. —
T.S.
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