Oltre 60mila tortelli a Campolungo, nel 2019 il Crinale ha fatto il pieno
Tutto esaurito in uno degli appuntamenti preferiti dell’estate Anche quest’anno i reggiani hanno premiato la Montagna
CASTELNOVO MONTI. I reggiani hanno scelto la montagna per il loro Ferragosto. Anche quest’anno dagli eventi del Crinale arriva la conferma. La “ Tortellata di Campolungo” è stata da tutto esaurito.
Quest’anno la festa nel paesino a ridosso della Pietra di Bismantova è arrivata alla 23esima edizione, celebrata con due serate di pienone sia mercoledì che giovedì. Una valanga di “mangiatori” che hanno rapidamente fatto sparire i 60mila tortelli preparati e serviti dagli oltre 200 volontari, dai ragazzini alle nonne della zona.
Mercoledì sera già alle 19 la fila alle casse dell’ingresso dietro alle strutture parrocchiali della chiesa di Campolungo era già piuttosto lunga e un’ora dopo il serpente di clienti in coda raggiungeva la strada principale, con quasi centro metri di estensione. Un assalto quasi inaspettato, soprattutto parlando del 14 agosto, e confermato a fine sera dall’esaurimento delle prime scorte, quelle dei tortelli di zucca e di radicchio, piegati in quantità minore rispetto ai capisaldi con le erbette e con le patate.
Il copione è stato replicato, con altrettanto volume, anche nella classicissima serata di Ferragosto. Il bel tempo ha senza dubbio dato una mano, permettendo di accogliere il flusso non solo nel grande tendono coperto, ma anche nell’altro spazio ricavato all’interno della pista da bocce. Le temperature erano poi davvero ideali, con un caldo accettabile temperato da una bella brezza.
Il cuore dell’evento sono le decine di migliaia di tortelli confezionati rigorosamente a mano dal piccolo esercito di Campolungo, un gruppo di abitanti che va dai ragazzini sino alle bisnonne. Il lavoro è iniziato con largo anticipo, quando le cuoche si sono ritrovate in parrocchia per tirare la pasta, fare il ripieno e gli intingoli. I partecipanti hanno quindi potuto scegliere fra il classico pesto verde, con ricotta, spinaci e bietole, un’altra grande tradizione montanara come i tortelli di patate, oltre a zucca e radicchio. Le quattro basi si potevano abbinare con altrettanti condimenti: burro e salvia, ragù tradizionale, soffritto con lardo e pomodoro e un pesto a base di pancetta. Miscele non particolarmente dietetiche, certo, ma decisamente saporite.
Nel 2019, il ricavato servirà per sostenere tre progetti in Madagascar: un ospedale psichiatrico e di reinserimento lavorativo ad Ambokala, un percorso di lotta alla lebbra coordinato da Reggio Terzo Mondo e un laboratorio di produzione di succhi di frutta a Marosokatra, vicino all’ospedale di Ampasimanjeva. —
Adriano Arati
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