Pistole taser contro le violenze e body scanner per scovare la droga
Oltre alle 50 unità di polizia penitenziaria chieste all’amministrazione penitenziaria, il Sappe riporta l’attenzione sulla necessità di fornire pistole taser, body scanner «e ogni altro utile e indispensabile dispositivo per garantire sicurezza nei stabilimenti penitenziari». «Il taser serve per poter intervenire in sicurezza contro le tante aggressioni e violenze che si verificano in cella - spiega dal sindacato Sappe, Michele Malorni - Dobbiamo spesso affrontare a pochi centimetri detenuti che appiccano incendi, ti vogliono colpire con lamette o pezzi di tavola. Il taser permetterebbe di operare in sicurezza. Il body scanner servirebbe per trovare eventuale droga che entra nel carcere tramite terze persone ma è uno strumento che non è previsto. Cerchiamo di tenere tutto sotto controllo ma il nostro lavoro non può prescindere dagli strumenti necessari».
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