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Anziana trovata morta sotto il ponte sull’Enza

Miriam Figliuolo
Anziana trovata morta sotto il ponte sull’Enza

Si tratta di una donna di 71 anni. L’ipotesi è che si sia tolta la vita lanciandosi, ma gli accertamenti sono ancora in corso

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Il volto della donna era riverso nell’acqua del fiume a pochi passi da uno dei piloni del ponte sull’Enza, tra Montecchio e Montechiarugolo (Parma). In quel punto il letto del fiume, come accade spesso d’estate, anche se questa non è certo delle più torride, si dirama in diversi ampi rivoli.

Emergono grandi lingue ed isole di rocce e sassi, lasciate scoperte dall’acqua in ritirata e battute dal sole. E anche sotto a quel pilone maledetto, accanto a un tratto in cui scorre, con una modesta profondità, l’acqua, ci sono rocce e sassi: quelle contro le quali si è schiantato il corpo della donna. L’ipotesi infatti è che si sia trattato di un suicidio, ma le indagini sono in corso e nulla viene trascurato dagli inquirenti per fare piena chiarezza e togliere ogni dubbio: compresa, forse, l’autopsia.

È stato un uomo a passeggio con il proprio cane, forse in cerca di un buon posto dove pescare, a scorgere il cadavere. L’impatto, dopo un volo di oltre venti metri, dall’alto del ponte – 4 arcate e tre piloni in pietra sopra il greto del fiume – ai più noto con il nome di “Tricolore”, è stato letale per una donna, classe 1948, residente a Montecchio in un condominio del paese. La 71enne ha trovato la morte in un punto sotto il ponte dove altri, prima di lei, hanno deciso di porre fine ai propri giorni.

Il primo pensiero, per chi purtroppo ha conosciuto molte di queste tragiche storie, va alle vite più giovani, ma non mancano anche i casi di chi, avanti con gli anni, per depressione o malattia ha fatto questa definitiva scelta.

Tuttavia per la 71enne il sostituto procuratore Laura Galli, titolare delle indagini, tiene ancora tutte le ipotesi aperte.

Le ferite rinvenute sono compatibili con la caduta, ma non si vuole lasciare nulla di incerto in questo ennesimo tragico caso.

Dunque ieri, dopo l’allarme, lanciato intorno alle 15, e l’arrivo, purtroppo inutile, dei mezzi di soccorso – un’automedica e un’ambulanza della locale Croce Arancione – è partito il delicato e meticoloso lavoro degli inquirenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che si stanno ora occupando delle indagini, e, in ausilio, la polizia locale dell’Unione Val d’Enza.

Tra i primi ad arrivare anche i vigili del fuoco con i loro mezzi, tra i quali anche un natante, nell’eventualità servisse per il recupero in acque profonde. Ma non è stato necessario calarlo nel fiume.

Il cadavere della donna, che si era allontanata da casa ieri mattina, è stato trovato con la faccia riversa nell’acqua e parte del corpo sui sassi affioranti.

L’autorizzazione per la rimozione del corpo da parte del magistrato è arrivata circa un’ora dopo, quando già la salma era stata riconosciuta, sul posto, da alcuni familiari. —



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