Gazzetta di Reggio

Reggio

Stop alla festa provinciale 

Senza FestaReggio il Pd rinuncia al microfono ma il popolo della Sinistra riscopre le vacanze

Enrico L. Tidona
Senza FestaReggio il Pd rinuncia al microfono ma il popolo della Sinistra riscopre le vacanze

3 MINUTI DI LETTURA





NUOVI SCENARI

Enrico L. Tidona

L’anno scorso a quest’ora, seppur alle Fiere, i volontari di FestaReggio stavano correndo sotto la canicola per aprire in tempo i battenti e perpetrare quel rito agostano che faceva di Reggio Emilia la capitale della politica, della cultura, della gastronomia e dell’intrattenimento della sinistra su scala nazionale. Quest’anno la scoppola: la Festa al Campovolo viene cancellata lasciando orfano quel «popolo senza estate» (per usare le parole di Jones Reverberi nel suo libro “Gorganza Dentro”) formato da centinaia di reggiani che rinunciavano alle ferie pur di dare una mano al partito e offrirgli un megafono.

Un popolo che quest’anno si è reinventato. L’esercito della sinistra reggiana è andato al mare o si è dato da fare con altre feste in provincia. Dall’odore di gnocco fritto c’è chi è passato alle spiagge, come chi si è dedicato alla famiglia dopo anni di sacrifici. Una contro-rivoluzione che dovrebbe durare un anno solo, come sperano in molti. «Il mese di agosto, per me, ha avuto sempre un significato molto particolare – si lascia andare ai ricordi Roberto Ballabeni, volontario della Festa del Pd – Nella settimana dopo il 15, iniziò nel 1981 un evento straordinario, che in quegli anni sembrava un peso difficilmente sostenibile da una città come la nostra: la festa dell’Unità al Campovolo. Che nel 1983 divenne il primo Nazionale, bellissimo, enorme... Per chi è delle mie parti, non c’è nulla da dire su questo argomento perché ognuno di noi sufficientemente “vecchio” sa di cosa parlo. Parlo di condivisione, di prospettiva, di approfondimento, parlo di divertimento. Questa era la festa che parecchi anni fa diventò FestaReggio. Dico solo una cosa: mi mancheranno terribilmente i pomeriggi passati ad attendere l’apertura della pizzeria, momenti nei quali ci si confrontava con gli anziani e con i giovani, momenti nei quali si partiva a testa bassa perché si voleva rappresentare un qualcosa di diverso nella politica. Da quel 1983 con la Fgci a questi ultimi anni... Quanta strada... e che triste epilogo».

Stop deciso dopo la perdita da 350mila euro segnata dell’ex Festa dell’Unità l’anno scorso, con il Pd provinciale che ha portato il suo rosso di bilancio a 2 milioni di euro. Poi c’è il cantiere al Campovolo, per creare l’arena per i mega concerti, che ha sfrattato la festa dopo quasi quarant’anni.

«Piange il cuore che quest’anno non ci sia FestaReggio per la prima volta – dice Dario De Lucia, consigliere comunale del Pd – Molti di noi ci passavano l’estate facendo servizio fin da bambini. Io per esempio ho iniziato allo stand “Gnocco fritto e baccalà” come cameriere a 10 anni. La festa aveva carattere popolare e cittadino, non era solo la festa del Pd ma la festa di Reggio Emilia».

Non tutto sembra perduto. E per molti è il momento di tirare fuori dal cassetto quanto accantonato per anni. Vincenzo Cavallarin, dopo anni passati a gestire la stampa, ha riacceso la sua moto e punta diretto verso Istanbul. I ragazzi dell’Arci Gardenia si sono immortalati in una foto mentre stanno rinnovando il loro circolo: «Se a qualcuno manca il cantiere di FestaReggio può venire a darci una mano» scrivono ironici.

Giuliano Quaiotti, operaio metalmeccanico, quando la fabbrica chiudeva usava le ferie agostane per dare una mano in Festa. «Quest’anno ne ho approfittato per ritinteggiare casa – racconta – Dal 2007 gestivo la Pizzeria della festa. Già l’anno scorso ci eravamo fermati. I volontari c’erano ma sono meno disponibili e qualcuno ha preso l’occasione per ritirarsi. Reggio però non può rimanere senza Festa. Molti dei nostri, tolta la maglietta di FestaReggio, ne hanno indossata un’altra nelle altre feste». Parliamo di un popolo di oltre 1.500 volontari. «Dopo 30 anni sono a casa in ferie in agosto ma non cambia molto per me – dice Cecilia Bosio, segretaria della Festa – Io sono una dipendente del partito e ci siamo risparmiati il trasloco al Campovolo. Ma dobbiamo tornare ad avere la parola quando tutto tace. Era questa la forza estiva di FestaReggio. Una vetrina politica necessaria al di là di concerti e spettacoli».—



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google