Striscione rimosso, per i 5 stelle è un atto «di imbavagliamento»
CORREGGIO. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Correggio, Giancarlo Setti e Mauro Pernarella, insieme alla senatrice Maria Laura Mantovani e agli attivisti correggesi prendono posizione dopo la rimozione, ordinata dalla polizia locale, dello striscione che in una azienda agricola di Budrio inneggiava al “no biogas”. I pentastellati «esprimono profondo sdegno». La motivazione della rimozione fa riferimento all’articolo 23 del Codice della Strada e all’articolo 47 del relativo regolamento: la legge vieta l’apposizione di manifesti “lungo le strade o in vista di esse”. «Qui, stiamo parlando di uno striscione su un terreno privato a diversi metri dalla carreggiata e che, per forma e dimensione, non poteva arrecare alcun disturbo alla circolazione, cosa provata dal fatto che non è stato rilevato alcun incidente o rischio nel periodo in cui è stato esposto – scrivono in una lunga nota – Sappiamo tutti che la violazione del Codice della strada è stato solo un pretesto per poter togliere uno striscione che dava fastidio: era visibile e risvegliava la coscienza dei cittadini, esprimendo dissenso al pensiero unico dominante nel rispetto della libertà di espressione riconosciuta e sancita dalla Costituzione all’articolo 21. È stato un atto politico finalizzato all’imbavagliamento». «La prova è data dal cartello che pubblicizza la festa Pd di Mandrio – fanno notare – Il comma 4 dell’articolo 18 del regolamento comunale di Correggio prevede che “l’uso del colore rosso, deve essere limitato esclusivamente alla riproduzione di marchi depositati e non può comunque superare 1/5 dell’intera superficie del cartello o altro mezzo pubblicitario». Spiegano che «nonostante il Movimento 5 Stelle abbia già segnalato la violazione nel 2017, nel 2018 non si è avuta la medesima solerzia nella rimozione del cartello: chissà perché!».
«Ribadiamo con forza che la libertà di espressione e di pensiero deve essere rispettata: un’amministrazione realmente antifascista non si vede quando organizza manifestazioni per il 25 aprile, ma quando permette ai cittadini di esprimere le proprie opinioni» concludono i 5 stelle in merito all’episodio. —
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