C’era una volta la merceria e Casamatti apre un museo
Rino, 80 anni, dal punto vendita a Cavriago a una vera e propria catena di negozi «Voglio raccontare un’epoca in cui l’Italia primeggiava nella sartoria artigianale»
Chi ha nostalgia dei tempi in cui la mamma confezionava in casa i vestitini per i figli e i sarti realizzavano su misura capolavori di abbigliamento non può mancare una visita al piccolo museo allestito da Rino Casamatti «per non dimenticare – dice lui – un'epoca in cui l'Italia primeggiava nell'industria tessile, nella maglieria e nella sartoria artigianale e domestica e non era ancora contrastata dalla concorrenza cinese». Cinquantaquattro anni fa Casamatti si unì in matrimonio con Mirella Sassi, insieme alla quale incominciò a creare la sua nota catena di mercerie per soddisfare la domanda, allora molto sostenuta, del materiale necessario per quella produzione: tessuti, filati, bottoni e fibbie. I pezzi più antichi, rari e significativi, rigorosamente ideati e fabbricati in Italia, li ha ordinatamente esposti in una saletta attigua al suo principale negozio, al numero 3 di via Fano, laterale di via Gorizia, che si può visitare nelle ore di apertura dell'emporio. Non ci sono soltanto le merci che erano in vendita tanti anni fa. Vi si trovano anche oggetti rinvenuti in depositi, laboratori e mercatini da Casamatti e dalla moglie, che documentano l'evoluzione della moda nella prima metà del secolo scorso.
I tessuti variopinti, tutti di lana, sono degli anni Cinquanta. Sei capi eleganti di abbigliamento femminile appartengono ai primi anni Sessanta. Risale invece agli anni Venti e Trenta una serie di cappellini per signora. Sono ancora più vecchie, del primo Novecento, le piccole macchine da cucire a manovella antenate di quelle a pedali e poi elettriche destinate ad entrare nella maggior parte delle case. Uno stendardo con la scritta Casamatti ricorda i tempi in cui la ditta confezionava gli abiti storici per il corteo matildico di Quattro Castella. C'è anche una copiosa serie di fibbie, l'accessorio più usato duemila anni fa e ancora in grande voga nel secolo scorso, ma i pezzi più numerosi sono i bottoni.
Non ci si deve aspettare una collezione come quella raccolta da Giorgio Gallavotti nel Museo del Bottone a Santarcangelo di Romagna, ma quella di Casamatti contiene materiale prodotto prevalentemente nelle vicine province di Parma e Piacenza e diffuso nelle nostre zone. Nell'antichità i bottoni erano fatti di osso, legno, avorio, madreperla e metalli preziosi. Quelli visibili in via Fano sono di corno, leghe metalliche, della galalite del primo Novecento e di altre materie plastiche più recenti.
Rino Casamatti, nato a Montecchio, compirà ottant'anni in novembre. È ancora attivo, ma da tempo ha ceduto la titolarità dell'azienda al figlio Davide. Il primo punto vendita lo ha aperto a Montecchio nel 1965 insieme alla moglie di Cavriago, più giovane di tre anni. Nel commercio la coppia ha coinvolto nel tempo i figli e i parenti. Nel 1993 ha inaugurato in via Fano il primo punto vendita di Reggio, un’ampia superficie commerciale con più di mille referenze nella merceria, nella minuteria, nei tendaggi, nei tessuti d'arredo e nella moda, negli scampoli e nei filati. Al piano superiore si trova l'abitazione di Rino e della moglie Mirella. Altri negozi sono stati aperti in via Giambellino, nel centro commerciale Il Volo, a Parma e a Scandiano. —
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