La croce del Cavoun distrutta dai vandali
Il Centro Studi Italia pronto a presentare denuncia In 31 chiedono ferma condanna da sindaci e istituzioni
CAMPAGNOLA. La croce del Cavoun è stata distrutta. È un atto vandalico, denunciano dal Centro Studi Italia da cui si leva la richiesta di una ferma condanna da parte delle istituzioni. La nota è sottoscritta da 31 firmatari tra cui il presidente del centro Luca Tadolini e l’ex candidato sindaco di Reggio, Roberto Salati.
«Ennesimo atto di vandalismo contro le vittime del Triangolo della Morte – denuncia la nota del Centro studi – Il Cavoun di Campagnola è il luogo più tragicamente noto perché al tempo del “Chi sa parli!” venne scoperta una fossa comune con i resti di 19 reggiani trucidati. Questo atto di vandalismo era stato anticipato nei giorni scorsi da una frase minacciosa nei confronti di chi alza le croci per i crimini della guerra civile 1943–1945. Si chiede che le istituzioni, i sindaci reggiani, le forze politiche condannino questo gesto».
IL SITO
I resti umani trovati in prossimità della cava d’argilla in disuso, denominata Cavoun, vennero ritrovati solo nel 1991, dopo lunghi anni di ricerche e di scavi voluti dai familiari degli scomparsi tra il 28 e il 29 aprile 1945, prelevati dalle loro case, da un gruppo di partigiani comunisti: in tutto 32 persone, 10 native di Campagnola, 11 di Castelnovo Sotto, sei di Poviglio, due di Rio Saliceto e due di Reggio. Dei resti rinvenuti di 19 persone, 9 furono identificati l’anno dopo e un altro solo nel 2009, grazie al Dna. —
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