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Al campo estivo si parla in inglese con educatori da Uk Canada e Sudafrica

Adriano Arati

Hanno partecipato 47 bambini con 5 tutor madrelingua Gli organizzatori: «Gli allievi hanno imparato divertendosi»

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TOANO. Una settimana tutta inglese in Appennino. È stata un’esperienza formativa particolare e utile, quella vissuta a fine luglio da 47 bambini dai 6 ai 13 anni a Corneto di Toano. Negli spazi della parrocchia del piccolo paese affacciato sul Secchia: i bambini hanno preso parte a un campo estivo lingua inglese.

La proposta didattica e ricreativa era pensata per essere portata avanti esclusivamente usando l’inglese, così da consentire ai piccoli partecipanti una vera immersione affiancati da adulti madrelingua.

Dai giochi alle attività quotidiane, ogni comunicazione doveva essere effettuata usando la lingua di riferimento.

full immersion

Una “full immersion”, e per una volta l’inglesismo non è fuori luogo. Il campo ha riscosso notevole interesse, tanto da costringere le promotrici a chiudere le iscrizioni. Oltre ai 47 iscritti, hanno partecipato 5 tutor madrelingua arrivate da Gran Bretagna, Canada e Sudafrica; 5 “helper”, ragazzi italiani studenti del liceo linguistico che hanno aiutato i bimbi; una direttrice di campo insegnante di lingua inglese, una assistente ex insegnante di scuola primaria, quattro famiglie di Corneto e di Cavola che hanno ospitato i tutor per una settimana e due mamme volontarie che si sono occupate delle pulizie.

L’idea è nata da due insegnanti che vivono in zona, in collaborazione con l’associazione culturale “Quarta Dimensione” di Cavola. Le organizzatrici hanno contattato un’associazione specializzata in campi estivi in lingua inglese, accreditata dal Ministero dell’Istruzione e con esperienza pluri-trentennale nel settore, per la prima volta impegnata nella montagna reggiana.

«Dell’associazione è piaciuta la proposta didattica e culturale, impostata sull’acquisizione della lingua inglese in modo naturale, in situazioni reali, attraverso giochi, canti, attività e laboratori. È risultato particolarmente attraente anche il tema delle attività didattiche: le risorse naturali, il ciclo dei rifiuti e dell’energia», raccontano le promotrici. Un modo per sensibilizzare sull’ambiente e per fornire uno strumento utile per il futuro dei bimbi: l’obiettivo era «offrire ai piccoli studenti un’occasione per imparare l’inglese giocando e divertendosi, entrando in contatto diretto con la lingua più diffusa e ormai indispensabile e con modelli culturali nuovi e diversi».

bilancio positivo

La base era l’area ristrutturata della parrocchia di Corneto, fra la chiesa e il centro studi “I Ceccati”, dedicato alla famiglia di artisti del legno e della pietra.

Da lì era possibile muoversi nei sentieri, avere aule coperte e giocare nel vicinissimo campo sportivo e partire per gite in Appennino. Il percorso è stato portato avanti assieme all’amministrazione comunale toanese e all’associazione culturale del centro studi, che hanno messo a disposizione i vari spazi. Le famiglie di Cavola e Corneto coinvolte hanno poi accolto in casa i tutor, per un piccolo interscambio culturale anche fuori dal campo.

Il bilancio è positivo. «I più soddisfatti sono sembrati i bambini, che anche dopo le attività continuavano a parlare e cantare in inglese a dimostrazione del fatto che hanno imparato divertendosi», sorridono le insegnanti. —

Adriano Arati

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