Gazzetta di Reggio

Reggio

Piccoli furti a ripetizione al chiosco dei cocomeri. «Ora basta, denunciamo»

Miriam Figliuolo
La "baracchina" che vende cocomeri, presa di mira dai ladri
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La "baracchina" che vende cocomeri, presa di mira dai ladri

Correggio, l’ultimo episodio riguarda alcune cassette Cpr per riporre la frutta, ma in precedenza erano spariti sapone, detersivi e stoviglie in plastica rigida

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CORREGGIO. «Faccio i complimenti a chi continua a rubare al chiosco di cocomere di Correggio. Ma avvisiamo che abbiamo le telecamere e ora facciamo denuncia. Siete dei pezzenti, prima il sapone mani poi il sapone piatti e ora pure le cassette verdi dove mettiamo la frutta e pure quelle bianche. La gente lavora e si spacca la schiena... Per dopo arrivare alla mattina e trovarsi senza materiale. Poveretti». È lo sfogo, apparso, ieri sulla pagina Facebook “Se sei di Correggio...” della moglie di uno dei gestori del chiosco che vende le cocomere a fette in via Fosse Ardeatine, nella zona artigianale di Correggio. Un’attività storica del territorio, che d’estate diventa punto di ritrovo di numerosi correggesi di ogni età.

A quanto pare, spiegano i gestori, rispondendo anche ai tanti commenti, tra lo stupore e la rabbia generale, il chiosco spesso è vittima di furti di piccoli oggetti, anche di scarso valore, come il sapone per i piatti o per le mani che viene tenuto nel lavandino di servizio esterno al chiosco ad uso anche dei clienti, o le stoviglie di plastica rigida. Ieri mattina a sparire, spiegano ancora, sono state quattro cassette Cpr della frutta, di quelle verdi che si trovano nei banchi dei supermercati, e che utilizzano anche al chiosco per riporre cocomere e altra frutta, e una decina di vassoi in plastica bianchi, che avevano lo stesso utilizzo.

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Tutto materiale riposto all’esterno, e che sarebbe servito all’indomani per organizzare l’attività all’arrivo dei primi clienti. Invece chi è arrivato ad aprire il chiosco si è trovato senza il materiale necessario. Tutto risolto prontamente, ma il fastidio e la rabbia di vedersi sparire anche cose di poco valore, ma preziose per il lavoro, sono tanti: di qui il post di sfogo al quale sono seguiti parecchi commenti di solidarietà e comprensione.L’attività è aperta ormai da 25 anni e un’analoga degli stessi proprietari è anche in città a Reggio Emilia, all’incrocio tra via Einstein e via Mazzacurati, anche questo punto di ritrovo molto conosciuto e frequentato.

Almeno a Correggio questi odiosi furtarelli, compiuti approfittando anche della zona piuttosto isolata, si ripetono ormai da anni e, a questo punto, come si suol dire, la misura è colma. Tanto più che in zona ci sono diverse telecamere, sulle quali ora si fa affidamento per potere risalire agli autori. È probabile che, una volta sporta denuncia, dalla visione dei filmati si possano individuare i colpevoli.

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