Turismo e cultura Reggio galleggia a metà classifica È ultima in regione
Nella classifica pubblicata dal quotidiano Il Sole 24Ore la nostra provincia si trova in 55esimo posizione
Nella società postindustriale la qualità della vita dipende sempre meno dal denaro, dal capitale e dai beni durevoli e di consumo. Tra i fattori immateriali del benessere assumono un’importanza crescente il turismo e la cultura, a cui Il Sole 24 Ore dedica l’“Indice del tempo libero”, pubblicato ieri con la consueta classifica delle 107 province italiane, che vede Reggio Emilia quasi esattamente a metà, al 55esimo posto, con 214,9 punti.
Lo studio, elaborato dal quotidiano economico sulla base dei dati forniti da Infocamere, Siae e Istat, sarà utilizzato insieme ad altre analisi statistiche per la trentesima edizione dell’indagine sulla Qualità della vita di prossima pubblicazione.
Non sorprende la collocazione mediocre della nostra provincia, che eccelle per la produzione materiale, i tassi di occupazione, i servizi sociali e le piste ciclabili, non certo per attirare folte comitive di turisti e convincere i reggiani a villeggiare sull’Appennino e sul Po, come si faceva ancora verso la metà del secolo scorso. Nè destano sorpresa i primi tre piazzamenti riservati a Rimini (545,3 punti), Firenze (501,9) e Venezia (460). È strano, però, che Milano, quarta con 440,4 punti, sopravanzi non solo Siena, che è sesta, e Pisa, decima, ma anche Roma, che risulta soltanto quattordicesima.
Le altre province dell'Emilia Romagna precedono tutte Reggio: Forlì-Cesena è 12esima, Ravenna 19esima, Bologna 25esima, Ferrara 26esima, Parma 40esima, Piacenza 42esima e Modena 53esima. Nella seconda metà della classifica troviamo tanti territori del Meridione di straordinario pregio paesaggistico e monumentale, che però non hanno ancora sviluppato appieno le potenzialità turistiche.
L’indagine si fonda su dodici indicatori raggruppati in tre filoni, l’attrattività, i servizi e l’offerta culturale.
Nelle classifiche parziali Reggio non compare mai nè fra le dieci province migliori nè fra le dieci peggiori. Come ci si poteva aspettare, si difende bene nella graduatoria relativa al teatro, dove si piazza al 18esimo posto grazie a un’offerta di 2,9 spettacoli ogni mille abitanti. In testa troviamo Trieste (5,6 spettacoli), Firenze, Roma e Milano. In quanto alla spesa pro capite in cinema e teatro la nostra provincia è ventunesima con 17,6 euro, meno della metà di Verona, che primeggia con 43,7 euro.
Se si considera, poi, l’insieme degli spettacoli, Reggio Emilia scende alla 25esima posizione, con una spesa media di 39,8 euro, meno di un quarto rispetto aVerona, prima in classifica.
In quanto al cinema siamo in 33esima posizione con 56,3 spettacoli ogni mille abitanti. Va meno bene per le mostre ed esposizioni, per le quali Reggio è 44esima con 0,8 eventi ogni mille abitanti, per lo sport (46esima con 2,6 eventi) e per i concerti (63esima con 0,5 spettacoli). La nostra provincia, insomma, non sfigura negli indicatori relativi all’offerta culturale, benché offra soltanto 180,6 spettacoli ogni 10 chilometri quadrati contro i 2.059 di Milano.
Invece nelle graduatorie dell’attrattività e dei servizi compare addirittura al di sotto del 70esimo posto.
È 80esima per la densità turistica, con 738,3 presenze per chilometro quadrato, 89esima per la permanenza media nelle strutture (2,2 notti), 72esima per i ristoranti e bar, con 571,9 esercizi ogni 100mila abitanti, 93esima per le librerie (4,9 ogni 100mila abitanti). —
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