«Quando sono nato io c’erano In guerra furono molto utili»
Parla l’abitante più anziano della località: Alfonso Raffaelli ha 92 anni. «Mi ricordo che le donne venivano qui a lavare e ci si metteva il latte»
ventasso. «Quando sono nato io, gli stanzini del freddo c’erano già».
Alfonso Raffaelli ha 92 anni ed è forse l’abitante più anziano della piccola comunità di Vaglie. Il suo ricordo, legato agli stanzini del freddo, è autentico: non solo li ha visti in funzione, ma con gli altri abitanti del secolo scorso li ha utilizzati.
«Avevano diverse funzioni – racconta ancora l’anziano – venivano usati come lavatoio perché qui era stato fatto convogliare il canale: questo non era il suo corso naturale. Infatti, una volta, venendo a Vaglie lo si poteva vedere quale era».
«Inoltre, quando c’erano le piene il canale portava giù la terra che si ripuliva e quella depositata lì di fatto era sabbia: noi la raccoglievamo per poterla utilizzare» racconta ancora l’anziano.
DIVERSI UTILIZZI
La testimonianza che lasciano gli stanzini del freddo di Vaglie nel Crinale è in qualche modo unica. Frutto dell’ingegno dell’uomo che ha pensato di utilizzare una risorsa a disposizione, quella del Canale di Vaglie, riuscendo a modificarne il corso per incanalarlo dentro a questi piccoli manufatti, creando gli “antenati” dei frigoriferi. In altre zone si usavano le ghiacciaie, qui invece la bassa temperature dell’acqua che arriva dalle montagne è bastata.
«Ci mettevano dentro soprattutto il latte. Io formaggi dentro non ne ho mai visti... – confida Raffaelli ricordando tempi difficili – Ci si poteva camminare dentro e ai lati scorreva l’acqua. Soprattutto durante la guerra il loro utilizzo è stato molto importante». —
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