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A Villarotta meno aree destinate alla caccia

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luzzara. Meno territorio disponibile per la caccia e per l’addestramento dei cani, a Luzzara.

Con un’ordinanza, entrata in vigore il 19 agosto scorso, il sindaco Andrea Costa, ha allargato la zona vietate alle doppiette «per la tutela dell’incolumità privata e pubblica».

Il divieto di caccia assoluto è scattato – su richiesta dei residenti, evidentemente stanchi di dover sopportare le schioppettate a poca distanza dalle abitazioni – in una porzione della frazione di Villarotta, delimitata da via Bosa Est, strada Sant’Anna, Strada Argini Vecchi e via Carboni. Diminuisce anche, contestualmente, l’area dove poter addestrare i cani da caccia.

L’ordinanza – inviata a carabinieri, polizia, prefettura, Regione, Provincia, carabinieri forestali, Atc e Arpae – ricorda anche quali siano i divieti permanenti per i cacciatori.

La caccia in forma vagante è vietate sui terreni coltivati, tra i quali vigneti e uliveti; nei giardini, parchi pubblici e privati; nei terreni adibiti a attività sportive e nei parchi archeologici.

Non solo, le doppiette non possono sparare nelle oasi protette e nelle zone di ripopolamento (divieti non sempre rispettati) e nelle foreste demaniali, a eccezione di quelle indiciate dalla Regione. Come è logico che sia, la caccia è anche vietata nelle pertinenze di edifici rurali e nelle aie.

Per sparare la distanza minima da ogni edificio usato come abitazione o come luogo di lavoro deve essere di cento metri, che diminuiscono a 50 quando si tratta di sparare nelle vicinanza di ferrovie e strade carrozzabili. In caso di fucile a canna liscia, la distanza degli spari degli edifici deve essere di 150 metri. —

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