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Da inizio anno 195 denunciati per truffa Quest’estate prevalgono le tecniche sexy

Da inizio anno 195 denunciati per truffa Quest’estate prevalgono le tecniche sexy

Il punto dei carabinieri sull’impennata agostana: al top le trappole via internet, si moltiplicano i raggiri dello specchietto

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reggio emilia. Dall’inizio dell’anno i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia hanno denunciato 195 persone per truffa. Un reato che d’estate registra una ciclica impennata grazie soprattutto agli imbrogli online legati all’affitto di case nelle località di mare nonché agli anziani, che rimangono soli nelle loro abitazioni. «Sebbene i raggiri su internet siano in continua ascesa e rappresentino il 60% del totale, quest’estate rispetto alla precedente abbiamo notato un incremento soprattutto delle “sexy truffe” e della truffa dello specchietto», riferisce il capitano Alessia Di Rocco, comandante in sede vacante della Compagnia carabinieri di Reggio Emilia.

Di mezza età, ugualmente divisi tra uomini e donne. È questo il profilo dei malviventi che mettono in atto i raggiri più raffinati. Nella stragrande maggioranza dei casi, gli autori provengono da fuori provincia. Da quanto si ricava dalle attività investigative dei militari, a primeggiare sono gli imbroglioni aventi un’età compresa tra i 25 e i 40 anni, anche se non mancano casi di truffatori “nonni”, di 60 anni e oltre. Bassissima, secondo la statistica, l’eventualità di cadere nella rete di un raggiro se l’ interlocutore è giovanissimo (tra i 18 e i 24 anni). Occorre sottolineare che la truffa “rende” dal punto di vista economica e fa rischiare poco dal punto di vista penale: a meno che il malfattore non incappi nell’accusa di lesioni o rapina impropria, si tratta di un reato scoperto a distanza di tempo (senza flagranza) e con una pena prevista inferiore ai 3 anni, quindi scatta la sospensione condizionale e il reo non andrà in carcere.

Nonostante la massiccia campagna di sensibilizzazione portata avanti da tempo dai carabinieri (anche con marescialli che dal pulpito della chiesa fanno la “predica” ai pensionati), i bersagli preferiti dai truffatori restano gli anziani. Gli imbroglioni suonano ai campanelli qualificandosi come falsi carabinieri, falsi dipendenti pubblici o amici di figli e nipoti; il loro unico obiettivo è entrare in casa dove, con il pretesto di eseguire controlli, il furto è servito. L’ultimo episodio qualche giorno fa, quando una falsa divisa è entrata nell’abitazione di un pensionato rubando 2mila euro.

Può avere come vittima un anziano, ma pure uomini di diversa età, la truffa dell’abbraccio o sexy truffa: a colpire sono donne che agganciano la vittima maschile con richieste di informazioni seguite da effusioni e abbracci al malcapitato di turno, per sfilargli portafoglio, catene d’oro oppure olorogi. Le truffatrici più audaci non esitano a palpare le parti intime, per confondere il derubato.

La strada è il teatro della truffa dello specchietto, una modalità ingegnosa per spillare 50 o 100 euro ad ingenui automobilisti. Il trucco, arcinoto eppure efficace, è sempre lo stesso: in marcia o in un parcheggio un tizio, di solito con un complice, individua un’auto, colpisce con un sasso la vettura, ferma il conducente accusandolo di avergli rotto lo specchietto o ammaccato la carrozzeria e chiede una somma cash per risolvere in via amichevole il guaio.

«Purtroppo ci si rende conto del raggiro a giochi ormai chiusi e, alla rabbia per esserci cascati, si unisce la vergogna – conclude il capitano Di Rocco – Ogni tipologia di truffa ha le proprie caratteristiche e precauzioni specifiche. L’importante è pre-allertarsi, essere consapevoli del fenomeno e, in ogni caso, chiamare subito il 112. Molte vittime pensano di aver parlato con l’Arma perché i malfattori gli passano il cellulare, con dall’altro capo un complice e una Sim intestata a nomi fittizi. Digitate di persona il 112, al resto ci penseremo noi». —

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