Gazzetta di Reggio

Reggio

la testimonianza 

Inseguito e aggredito nel cortile per un Rolex

Ambra Prati

Renato Mercati, 77 anni, raggirato da due donne. «La prima ha tentato di baciarmi, la seconda ha spintonato mia moglie»

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«Basta Rolex. Me ne hanno già rubati due nel giro di cinque anni, per un valore di 50mila euro. Ora indosso un orologio da 150 euro: non voglio più correre il rischio di diventare un bersaglio». A parlare è Renato Mercati, 77 anni ben portati, artigiano residente a Viano, vittima di truffatrici senza scrupoli che lo hanno seguito in auto, aggredito nel cortile di casa e ferito la moglie intervenuta in sua difesa. A distanza di qualche settimana i carabinieri della Tenenza di Scandiano hanno identificato le due giovani responsabili, con precedenti specifici alle spalle, ora denunciate per truffa. Il presunto “palo” che le attendeva in auto in fondo alla strada non è stato visto e la refurtiva – un Rolex Daytona da 33mila euro –, non recuperata, sarà già stata piazzata.

il racconto

Quel giorno Mercati, solo in auto, stava rientrando per lavoro da Albinea. «Ho notato un’Audi nera che mi ha tallonato fino alla strada chiusa dove abito, però non mi sono impensierito». L’Audi, con due donne e un uomo a bordo, si è fermata all’inizio dello stradello, semicoperta dalla vegetazione. Arrivato in cortile, il 77enne ha aperto con il telecomando il garage, quando, ancora seduto nell’abitacolo e con la cintura allacciata, ha sentito qualcuno che bussava al finestrino. «Era una giovane donna, suppongo straniera perché parlava male l’italiano, ben vestita e curata. Ha iniziato a sommergermi di parole: si è presentata come la badante di una signora che conosco, cercava una casa da affittare per l’anziana mamma, sapeva che ne ho una nei dintorni, la madre poteva farmi le pulizie se le facevo un buon prezzo». Una malvivente ben informata sulla vittima. «Ho risposto “ne parliamo, un attimo che parcheggio” e ho ripreso la marcia. Ma quella ha aperto la portiera posizionandosi in mezzo e ho dovuto fermarmi: continuando a parlare, ha infilato la mia mano sinistra in mezzo alle sue gambe e, con un rampino di ferro agganciato al polso, ha iniziato a tirare il Rolex, che non ha ceduto subito». Con la mano destra, prima sul volante, Mercati ha afferrato la coda di cavallo della giovane. «Lei ha tentato anche di baciarmi, per confondermi, ma mi sono scostato. Alla fine mi è rimasta una ciocca di capelli in mano. Finché il Rolex strattonato è caduto per terra». A quel punto è intervenuta la moglie del 77enne, scesa in cortile, che ha raccolto l’orologio; subito raggiunta dalla complice, sorella di colei che ha messo in atto l’aggressione. La complice ha spintonato la moglie dentro ad una siepe, le ha strappato il Rolex e le due sono fuggite a gambe levate verso l’Audi, sgommata via. «Ho rinunciato ad inseguirle per soccorrere mia moglie, che è malata e per lo spavento non respirava più: è stata due giorni in ospedale».

MANCATA REAZIONE

Durante quella manciata di concitati secondi, Mercati ha anche pensato «per un attimo, di sferrare un pugno a quella truffatrice, ma rischiavo di mettermi nei guai: i malviventi in Italia hanno sempre ragione, quella sconosciuta poteva accusarmi di violenza sessuale. Con il senno di poi, dico che è andata bene: avremmo potuto ferirci seriamente. Certo che è stata una brutta esperienza».

C’era stato un precedente nel 2014, quando il 77enne, alle 22.30 in casa con la consorte, è stato derubato di un altro Rolex Oyster da 20mila euro appoggiato su un mobile e fatto sparire da due ladri gettatisi dalla finestra del primo piano, «come dei gatti». Quest’ultimo episodio però, condito dallo scontro fisico, è stato traumatico. «Non si vive più. Avevo un debole per i Rolex, ma la mia tranquillità è più importante». —



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