Legambiente contro il taglio dei 45 platani «Così si elimina ossigeno»
REGGIOLO. A Legambiente Reggio Emilia il taglio dei platani a Reggiolo, non piace. «La notizia dell’ordinanza sindacale – affermano in una nota – ha stupito non poche persone che si sono rivolte a Legambiente Reggio Emilia per capirne di più».
I lavori di rifacimento del marciapiede su viale Amendola, nel tratto tra viale Turati e via Roma, sono già partiti. L’ordinanza prevede l’immediato abbattimento di 45 platani perché l’espansione delle radici ha provocato dissesti al marciapiede e alla rete fognaria e «si configurano come vere e proprie barriere architettoniche, obbligando gli utenti deboli a riversarsi presso la carreggiata mettendo a rischio la propria incolumità».
Legambiente ha compiuto delle verifiche secondo le quali «il vigente regolamento del verde del Comune – spiegano – permette l’abbattimento delle piante solo in caso di stretta necessità, in caso cioè che vi sia pericolo per l’incolumità delle persone e per questo è stato autorizzato l’abbattimento delle piante in questione. Ora, non mettendo in discussione gli eventuali danni che piante di questa grandezza inserite all’interno del tessuto urbano possano effettivamente causare all’apparato stradale – proseguono – lascia basiti il fatto che, in un momento così delicato, dove la parola d’ordine dovrebbe essere solo quella di piantumare nuove piante per ostacolare l’aumento iperbolico della Co2, si intervenga in modo così massiccio sul patrimonio arboreo cittadino senza prevederne un’adeguata compensazione».
Anche se bisogna dire che il Comune di Reggiolo, nei giorni scorsi, in una nota ha garantito l’immediata sostituzione degli alberi con specie diverse, più resistenti.
«Si tratta del solito problema – spiega Massimo Becchi presidente di Legambiente – le amministrazioni in generale vivono il presente e non si preoccupano delle conseguenze sul prossimo futuro. Ogni pianta adulta produce in media dai 20 ai 30 litri di ossigeno al giorno, ma ogni persona necessita di 300 litri al giorno per vivere in modo sano. Con questo intervento si sta privando la cittadinanza di più di 1300 litri di ossigeno, che è quello che consumano circa 5 persone ogni giorno. Le piante inoltre hanno la capacità di influenzare la temperatura assorbendo radiazioni e calore, oltre che l’umidità e altri parametri modificando la meteorologia locale e il livello di inquinanti».
Per quanto concerne la sostituzione degli alberi, Legambiente che si è offerta di dare il proprio contributo con i suoi volontari, all’opera di mitigazione da compiere anche in altre zone della città «con piante giovani – afferma – ma abbastanza grandi che siano in grado di restituire in pochi anni il deficit lasciato dai platani». «I cittadini – prosegue Legambiente – si augurano che il sindaco e l’assessore con delega all’ambiente Michelini, si siano preoccupati di progettare questo intervento ponendo in esso un’ottica più ampia e indirizzata al futuro, per il bene della comunità».
I lavori, per un importo di circa un milione di euro, sono finanziati da risorse comunali e dal cofinanziamento di Ireti, società che gestirà direttamente gli interventi di sostituzione delle tubature di gas, acqua e fognature. —
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