Cala la scure sugli indagati I sindaci congelano i salari
Procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti dell’Unione sotto indagine Anghinolfi: contratto al capolinea. Bedogni: «A fine anno non le sarà rinnovato»
Quattro assistenti sociali a casa senza stipendio, idem due dirigenti amministrative. Senza scordare una pioggia di provvedimenti disciplinari in corso, che nella più estrema delle ipotesi potrà portare al licenziamento di alcuni indagati appartenenti all’amministrazione pubblica. Non ci sono infatti solo le conseguenze penali scaturite dall’inchiesta sui presunti affidi illeciti. In capo ai dipendenti pubblici coinvolti è calata la scure dei sindaci dell’Unione della Val d’Enza, in ossequio alle regole previste dal contratto e diretta conseguenza dell’inchiesta. Un atto dovuto che ha generato però uno scossone di vasta portata, già tamponato in parte dai sindaci che hanno rimpiazzato gli assistenti sociali colpiti dalla misura cautelare: c’è chi ha avuto la sospensione di 6 mesi, chi è finito invece agli arresti domiciliari.
IL TERREMOTO
Parliamo di un Servizio sociale integrato, quello della Val d’Enza, formato da 21 persone in tutto, suddiviso poi in 4 servizi. La massima dirigente è Federica Anghinolfi (finita ai domiciliari), la responsabile amministrativa Barbara Canei (sospesa per 6 mesi dal giudice), entrambe sostituite. Il servizio alla famiglia, deputato alla tutela dei minori, era formato da altri 12 dipendenti. Su 14 persone collegate quindi a quel servizio: 8 sono ora indagate nell’inchiesta e 6 hanno ricevuto la misura cautelare. L’azione disciplinare è partita dall’Unione reggiana, ma è stata affidata in esterno all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. «Non siamo strutturati per una simile incombenza, - spiega il sindaco di Cavriago, Francesca Bedogni - ci è servito il supporto esterno dei colleghi romagnoli. Il procedimento disciplinare è stato attivato secondo quanto previsto dalla legge e la sospensione dei dipendenti è finalizzata alla raccolta di elementi per valutarli in chiave amministrativa». Oltre ad Anghinolfi e Canei, sono sospesi senza stipendio la responsabile dell’ufficio di piano Nadia Campani e gli assistenti sociali Sara Gibertini, Francesco Monopoli e Annalisa Scalabrini. Ci sono altri indagati con la misura attivi nella struttura dell’Unione ma non sono sospesi direttamente dall’ente perché dipendenti giunti da altre amministrazioni, come l’Asl. Per sapere il destino dei dipendenti è necessario attendere la chiusura dell’indagine. Anche se, come ci spiegano dalla Romagna, sul piano disciplinare non serve il dolo, basta la colpa per essere sanzionati.
STOP ALLA DIRIGENTE
«Gli stipendi congelati vengono comunque accantonati a bilancio - spiega Franco Palù, sindaco di San Polo - Chi sarà prosciolto verrà reintegrato e gli verranno pagati tutti gli stipendi». Ma qualcosa sembra già muoversi, come anticipa la sindaca di Cavriago: «Non abbiamo nessuna intenzione di rinnovare il contratto alla dottoressa Federica Anghinolfi», anticipa Bedogni. La dirigente indagata ha infatti un contratto a tempo determinato. Incarico conferitole nell’agosto del 2018 con scadenza 21 maggio 2019 quando stava cambiando l’amministrazione comunale - l’inchiesta era già in fase avanzata - e prorogatole fino alla fine di quest’anno. «Il suo contratto andrà a scadenza naturale tra pochi mesi e non sarà rinnovato», dice il sindaco di Cavriago che ha assunto la delega al Sociale dell’Unione della Val d’Enza dopo che il collega sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta. —
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