Gazzetta di Reggio

Reggio

ecomostro di cella 

«Sono sempre pronto ad abbatterlo gratis»

Roberto Fontanili

Oltre un anno e mezzo fa la proposta della Giorgio Fontanili «Parlai con Tutino, poi dal Comune nessuno si fece vivo»

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«Io sono ancora qua. La nostra disponibilità ad abbattere gratuitamente il sovrappasso di Villa Cella c’è ancora tutta. Mi aveva chiamato a suo tempo l’assessore Mirko Tutino, poi non ho più sentito niente». Come già avvenuto più di un anno e mezzo fa, Maurizio Fontanili – titolare dell’azienda reggiana “Giorgio Fontanili” che si occupa di trasporti demolizione e riciclaggio – conferma di essere «tuttora disponibile a farsi carico, senza costi a carico della collettività, dei lavori di demolizione» del sovrappasso di fatto mai entrato in funzione. Lavori che secondo le stime effettuate dal Comune e datate 2016 avrebbero comportato una spesa di oltre 200mila euro.

«Ma non so se oggi è ancora una operazione fattibile, anche perché nel frattempo è nato un comitato di cittadini di Cella contrario al suo abbattimento. Secondo me non interessa più a nessuno tirar via il sovrappasso», chiosa Fontanili spiegando che per effettuare i lavori di demolizione e spostamento del materiale recuperato servirebbero al massimo due giornate di lavoro.

«È necessario bloccare il traffico sulla via Emilia per due ore – chiarisce – e per una giornata regolare il traffico a senso alternato in modo da spostare il materiale recuperato. I costi dell’intervento sono abbastanza contenuti, altrimenti non avrei proposto di farlo gratis. I lavori richiedono l’utilizzo di quattro automezzi dotati di gru oltre al personale, per un’operazione che a mio parere farebbe bene alla città, mentre i costi sostenuti verrebbero coperti in parte dal materiale recuperato e in parte da un ritorno di immagine alla mia azienda».

Fin qui Fontanili, che conferma la sua disponibilità a risolvere in maniera radicale e definitiva uno dei problemi irrisolti che da quasi vent’anni periodicamente tornano a saltare fuori e poi puntualmente vengono rimossi dalle amministrazioni comunali che si sono via via succedute. Il sovrappasso di Villa Cella oltre ad essere dai più considerato una bruttura, resta a tutt’oggi lo specchio di uno spreco di risorse per un’opera che non ha mai funzionato, voluta nel 2000 dalla giunta guidata da Antonella Spaggiari e dall’allora assessore competente Giuseppe Davoli per risolvere i problemi di attraversamento della trafficata via Emilia a Cella.

L’opera, che è costata circa un miliardo e 400 milioni (circa 700mila euro), continua ad avere un costo annuo anche se di fatto non viene mai utilizzato. Per i lavori di manutenzione, pulizia e la risposta ad eventuali richieste di utilizzare il sovrappasso, il Comune versa ai volontari del circolo Arci di Cella seimila euro l’anno. Nel frattempo in questi quasi vent’anni sull’ecomostro ne sono state dette di tutti i colori e periodicamente torna ad essere argomento di polemica politica in sala Tricolore.

L’ultima ipotesi, poi abortita rapidamente davanti ai costi necessari per l’operazione, è stata quella di un suo smontaggio per essere riutilizzato a Rubiera, con lo stesso sindaco Emanuele Cavallaro che ha dovuto rinunciare all’operazione. Infine come ha ricordato lo stesso Fontanili, per una quarantina di residenti a Cella riunitisi in un comitato, il sovrappasso non è un ecomostro ma «un opera d’arte» annunciando l’intenzione di difendere ad ogni costo una delle opere che invece molti cittadini considerano tra le più inutili mai realizzate a Reggio. —



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