«Per i lavori alla Don Cavalletti servono soldi e un progetto»
CARPINETI. «Le scelte per l’Asp Don Cavalletti? Per intervenire sulla struttura è necessario avere un finanziamento e un progetto». Si riaccendono le discussioni attorno all’Asp Don Cavalletti di Poiago di Carpineti, l’azienda di servizi alla persona di proprietà dei Comuni appenninici. Nei giorni scorsi, il gruppo di minoranza carpinetano Futuro Comune ha contestato ai sindaci soci un ulteriore passo verso l’esternalizzazione, deciso in una delibera di metà agosto.
«Dal gruppo di minoranza viene chiesto come mai i lavori non siano iniziati già nel 2017 quando si riteneva urgente ristrutturare la Casa residenza anziani Don Cavalletti e perché in tutti questi anni non sia stata affrontata l’ipotesi di riportare servizi nell’ambito dell’Asp. Le risposte sono semplici e chi ha esperienza amministrativa le conosce – replicano ora il presidente dell’Unione Montana Enrico Bini e il sindaco di Carpineti Tiziano Borghi – Perché un ente pubblico, prima di approvare un investimento, deve aver individuato la fonte di finanziamento, che fino a ora non c’è stata, nonostante la spasmodica ricerca fra bandi e incontri effettuata anche da noi, in prima persona, con gli assessorati regionali competenti».
Futuro Comune chiedeva poi perché non vi fossero stati tentativi di riportare servizi sanitari dentro l’Asp, così da “irrobustirla”. Il motivo è economico: «Le amministrazioni hanno compiuto le dovute valutazioni e in modo univoco e democratico hanno deciso di uscirne completamente, poiché a parità di qualità e garanzia sui servizi erogati, hanno trovato canali meno onerosi per i contribuenti», spiegano Bini e Borghi.
Una delle criticità dell’Asp, oggi, è rappresentata dagli edifici che compongono la casa protetta di Poiago. Nell’assemblea dei sindaci soci, il tecnico incaricato ha presentato un progetto di fattibilità per l’intervento, progetto per cui ora serviranno le risorse. «Ad oggi l’unica fonte di finanziamento possibile sembra essere il bando comprensivo della gestione sul modello di quanto i sindaci hanno deciso per la ricostruzione della Casa residenza anziani Le Ginestre. E per valutare la fattibilità del progetto occorre predisporre un piano economico – finanziario da parte di un esperto, al quale l’Asp ha affidato l’incarico il 14 agosto».
Sempre su questo tema, Bini e Borghi ricordano che «da una recentissima indagine di gradimento fatta con un questionario riservato e anonimo fra i parenti degli ospiti dell’Asp Don Cavalletti, è stato rilevato una qualità dei servizi fra l’eccellente e il buono e una criticità degli spazi per gli incontri. Proprio quegli spazi che il progetto presentato ai sindaci prevede di ampliare per il benessere degli ospiti e degli operatori, assieme al miglioramento sismico e alla completa sostituzione degli impianti tecnologici».
«Crediamo che il ruolo degli amministratori sia di garantire i servizi, cosa che potrà essere fatta anche attraverso una gestione diversa dall’attuale, visto che la proprietà della struttura resterà pubblica. E deve esser fatto cercando di non gravare eccessivamente sulla comunità, che non è rappresentata soltanto dagli utenti dell’Asp ma anche da tutti i cittadini», concludono i rappresentanti dell’Unione Montana. — Adr.Ar.
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