Dai roghi dolosi ai furti in casa e alla sede Inps
Il piromane di Gavassa Oreste Covili imperversa in città – creando non pochi problemi alle forze dell’ordine in tempi in cui le telecamere non esistevano – dal 1995 al 2001. In un solo anno il 52enne, sorvegliato speciale, confessa ben dieci roghi dolosi, ai danni tra gli altri dell’Ausl e del Centro per disabili “Il Villaggio”, con un picco nei tre mesi estivi. L’ultimo incendio risale al 23 luglio 2003, quando appicca le fiamme all’auto del parroco di San Maurizio; ma il piromane, già “bruciato”, viene visto e riconosciuto dal don. Abbandonato l’accendino, da allora Covili si dedica ai reati contro il patrimonio. Furti di bici e motorini, furti in abitazione, con tanto di inseguimento in auto (2006) del padrone di casa. Nel 2007 tentato furto in un negozio di informatica di via Gigli; nel 2008 tentato furto all’Assitalia di via Sani; nel 2012 cerca di forzare il chiosco di caldarroste di viale Umberto I; nel 2016 colpo riuscito all’agenzia per il lavoro “Men at work” di via Cadoppi. Fino al furto aggravato all’Inps del dicembre 2017, risolto due mesi dopo dalla Digos. In tribunale l’interessato parla di difficoltà economiche al limite del caso sociale.
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