Gazzetta di Reggio

Reggio

Piazza Martiri è ancora buia fra promesse e (pochi) fatti

Leonardo Grilli

Irrisolta, dopo anni di dichiarazioni, la questione della scarsa illuminazione in zona Un problema che la rende ancora meno sicura per chi vi passeggia di sera

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«Nell’oscurità l’immaginazione lavora più attivamente che in piena luce», diceva Kant. Verissimo ma, quando si parla di una piazza o di un luogo pubblico, sarebbe carino anche vederci qualcosa quando cala la notte. E così non è, purtroppo, in piazza Martiri del 7 Luglio.

Se da un lato sarebbe stata senza dubbio la zona della città preferita dal filosofo tedesco, continua invece a sollevare forti critiche da parte di residenti e cittadini che, in generale, vi passeggiano quando tramonta il sole.

il sondaggio

Non a caso proprio la questione della piazza è stata inserita dalla Gazzetta di Reggio fra le dieci problematiche che più di tutte si sono protratte nel tempo, senza mai giungere a conclusione. Se infatti, al contrario della Bretella di Rivalta o dell’Arena Campovolo, dietro al buio di piazza Martiri non vi è un progetto vero e proprio che attende di essere realizzato, la soluzione sarebbe ancora più immediata: illuminare più decorosamente la zona.

questione sicurezza

Anche perché, nonostante le eccellenze artistiche e culturali che oggi circondano il luogo della strage del 7 luglio 1960, il quadrilatero di Parco del Popolo e delle vie limitrofe non è propriamente noto ai reggiani per la sua vivibilità. I fatti di sangue, le rapine, gli accoltellamenti, lo spaccio al minuto e, recentemente, anche l’arresto di un pedofilo seriale vicino ai giochi per bambini, ne hanno fatto nell’immaginario di molti una zona da evitare. Paura alla quale contribuisce la dozzina di sbandati, alcolizzati e tossicodipendenti che abitualmente, tutti i giorni, stazionano fra la piazza, il retro del Valli e i Giardini creando altro degrado a due passi da un liceo artistico, dall’asilo “più bello del mondo”, dall’università, da due teatri e dai Musei Civici. Ecco, premesso tutto questo contesto, le tenebre che calano non appena tramonta il sole non sono altro che la ciliegina sulla torta.

D’altronde lo stesso questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, e assieme a lui l’ex comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Antonino Buda, lo avevano detto a inizio 2018: la piazza è troppo buia, e questo agevola la criminalità. «Il buio in piazza Martiri è scandaloso e continua perché i dirigenti comunali non vogliono ammettere di avere sbagliato tutto – scrive ad esempio un nostro lettore commentando il sondaggio della Gazzetta – un progetto completamente sbagliato per quel tipo di applicazione e contesto, con i problemi di sicurezza esistenti».

le promesse

La prima volta che la Gazzetta sollevò il problema fu nel 2016. Da allora è stato un inseguirsi di aperture («Ho detto più volte che l’illuminazione va potenziata», Natalia Maramotti, ex assessore alla Sicurezza), difese del progetto («Io non credo che sia troppo scura», Paolo Genta,fondatore di Caire Pro che ha coordinato i lavori di riqualificazione), spiegazioni artistiche («La zona è un po’ più scura per esigenze scenografiche dovute alla fontana», Natalia Maramotti), o promesse («Faremo delle valutazioni», ancora la Maramotti). Negli anni alcuni interventi sono stati fatti, e diverse luci sono state sostituite. Ma non basta, e la piazza continua ad essere avvolta dal buio. —



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