«Bibbiano, l’alleanza Pd-5s insabbierà il caso affidi»
La leghista Locatelli, ministro della Famiglia, sulla trattativa giallo-rossa «È un tema politico e c’è un sistema che si tende a tenere nascosto»
REGGIO EMILIA. «Rischio insabbiamento per il “caso Bibbiano” nell’eventualità di un governo Pd-M5s? Certo, stiamo parlando di un caso che è anche politico e non limitato soltanto solo lì». Il Pd non ritira le querele contro il M5s e Di Maio, che secondo l’Huffington Post ha addirittura commissionato un screening di potenziali esponenti dem coinvolti nello scandalo affidi, in modo da tenerli lontani da qualunque incarico del nuovo eventuale governo. E anche la Lega continua a far leva sullo scandalo affidi, nell’estremo tentativo di sparigliare le carte di una trattativa giallo-rossa che continua a registrare passi avanti e frenate. E mentre molti esponenti del Carroccio continuano a seguire il mantra “salviniano” («Ma davvero Di Maio dopo averlo definito “il partito di Bibbiano” ora è pronto ad allearsi con il Pd?», scrive ad esempio su Facebook il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari), anche l’ormai ministra della Famiglia uscente, la leghista Alessandra Locatelli, rompe gli indugi.
A PALERMO
Il ministro parla a Palermo: un ulteriore segnale di quanto lo scandalo affidi in Val d’Enza abbia rilevanza nazionale e sia diventato un argomento centrale nel frenetico dibattito di questi ultimi giorni. Parla pressocchè in contemporanea con lo stesso Salvini, che lancia ancora frecciate direttamente ai Cinque Stelle, accusandoli di fare «il governo con Bibbiano», quasi rispondendo a Matteo Renzi, che solo il giorno prima aveva detto: «Bolsonaro dà la colpa alle Ong per l’Amazzonia. In Italia danno la colpa alle Ong per i migranti e per Bibbiano. La verità è che ciò che crea solidarietà fa paura ai populisti».
LO SCENARIO
Quanto alla Locatelli, solo una decina di giorni fa è venuta a Reggio proprio per incontrare alcune vittime dell’inchiesta. E solo un paio di settimane prima, invece, denunciando «lacune e collusioni», invitava pubblicamente ad abbassare i toni della polemica politica. Una polemica riaccesa ieri dalla stessa ministra: «C’è un sistema che, in qualche modo, si tende a tenere nascosto da parte di alcuni soggetti politici e che si tende a sminuire – aggiunge la ministra – a me questo non va bene, perché ci sono responsabilità che devono essere accertate e ognuno deve assumersi le proprie». Locatelli ha poi ricordato di avere chiesto un incontro al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, «per chiedere chiarimenti e per capire cosa ne pensi lui dal momento che ha istituito una commissione di inchiesta escludendo, però, dall’ufficio di presidenza il centrodestra e la Lega». Quest’ultimo, secondo la ministra, «è un fatto molto grave ed io sono ancora in attesa di una risposta perché evidentemente è abitudine di Bonaccini fermarsi in attesa di un nuovo governo. Io, invece, sono abituata a lavorare fino all’ultimo perché tribunali, procure e forze dell’ordine lavorano indipendentemente da no.
I numeri
La ministra ha infine ricordato che «dopo il “caso Bibbiano”, in circa un mese, sono 179 le segnalazioni arrivate al ministero della famiglia da diverse zone del Paese: la maggior parte di mamme, papà o coppie che sostengono di avere avuto allontanati i figli dalla casa secondo procedure a loro avviso non corrette. In alcuni casi hanno scritto genitori della zona di Bibbiano ma anche di altre città. Se anche solo un caso fosse vero, dal momento che stiamo parlando della vita di un bambino, non ci fermiamo». —
E.Spa.
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