Crede che l’auto sia distrutta ma è truffata dal demolitore
La vittima della falsa rottamazione ha ricevuto solleciti per il bollo non pagato I carabinieri hanno individuato il responsabile: un 46enne che è stato denunciato
Ha portato la macchina ad un sedicente autodemolitore, scoprendo due anni dopo, con l’arrivo di multe per bolli non pagati, che la sua utilitaria è ancora in circolazione, in mano a chissà chi. La disavventura è capitata ad una donna di 26 anni residente in città, caduta nella truffa delle false demolizioni. In attesa di far luce sulla vicenda, che secondo gli investigatori nasconde un fenomeno largamente diffuso, i carabinieri di Reggio Emilia Santa Croce hanno individuato il responsabile del raggiro: un 46enne di Scandiano, denunciato per truffa.
La vicenda risale alla fine del 2017 quando la 26enne, dovendo acquistare un’auto nuova e demolire la vecchia, si è rivolta a quello che credeva un regolare autodemolitore; un’attività all’epoca attiva, ma subito dopo cessata per fallimento. La giovane ha consegnato la sua Smart Forfour, la documentazione dell’utilitaria che doveva essere distrutta e ha pagato la somma prevista per la radiazione al Pra (il pubblico registro automobilistico); una cifra che varia a seconda delle caratteristiche del veicolo, dai 200 ai 400 euro, e che serve solo per cancellare il mezzo dall’elenco dei veicoli circolanti e di conseguenza sospendere il pagamento del bollo auto. Chiusa la pratica, la 26enne pensava di essere in regola. Senonché, negli scorsi giorni, ha ricevuto a domicilio via posta dei solleciti di pagamento per la tassa di circolazione 2018 per quella Smart che lei credeva demolita. Un rapido controllo negli uffici del registro automobilistico hanno confermato i sospetti della proprietaria: la Smart Forfour non era stata demolita. Il sedicente autodemolitore, intascato il corrispettivo, evidentemente aveva ceduto il veicolo a qualcun altro, che viaggia tuttora con quella vettura senza pagare né tasse né altro.
La 26enne si è recata nella caserma di via Adua a sporgere denuncia, preoccupata soprattutto delle eventuali conseguenze per lei, che risulta ancora intestataria, dell’auto ancora viaggiante. Dove sia l’utilitaria e da chi sia usata non è dato sapere; intanto i militari hanno inserito il veicolo non rottamato in una banca dati nazionale, con l’obiettivo di trovarlo e sequestrarlo.
Il sospetto degli investigatori è che l’episodio di falsa rottamazione non sia un caso isolato, bensì la punta di un iceberg, che potrebbe nascondere un giro illecito di compravendita di auto usate destinate alla rottamazione e invece mai demolite, anzi cedute a terzi assicurando un doppio guadagno al demolitore (oltre alla somma destinata al Pra e intascata).
Non a caso questo tipo di truffa, finora rara nella nostra provincia, si sta diffondendo anche nel reggiano. Il consiglio agli utenti è di rivolgersi a sfasciacarrozze ben conosciuti sul territorio e di verificare in autonomia, mesi dopo, la cancellazione del veicolo. —
Ambra Prati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
