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Ospedali, la Cisl: «Preoccupati per la carenza dei medici»

Roberto Fontanili

Il sindacato alla vigilia dell’incontro con l’Ausl sulla contrattazione decentrata «I 19 milioni? Sono appena il 2% del bilancio. Il disavanzo sarà colmato»

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Secondo la Cisl, la sanità pubblica reggiana non corre rischi, considerando la previsione di 19 milioni di disavanzo dell’Ausl un dato quasi fisiologico e non preoccupante. Il problema vero, anche per il sindacato, «è la carenza dei medici: un problema che va affrontato, anche se non spetta a noi, ma alle organizzazioni dei medici occuparsene in prima persona».

I CONTI

Rispetto al disavanzo, il segretario della Cisl reggiana, Gennaro Ferrara, sostiene che «siamo sull’ordine di meno del 2%, con un deficit di 19 milioni su un bilancio di 1,3 miliardi. Una situazione che ogni anno si ripropone, con l’azienda che poi a fine anno raddrizza il tiro, e con i manager che sapranno come in passato trovare la soluzione. Inoltre parte del debito sta già rientrando».

Quanto alle ragioni che hanno originato lo sbilancio, di cui l’Ausl ha già discusso a metà agosto con i dirigenti medici e i capi dei dipartimenti sanitari degli ospedali reggiani (e di cui si discuterà nell’incontro fissato per domani con le organizzazioni sindacali), per il segretario Cisl «il problema in gran parte è legato all’aumento dell’attività a seguito della decisione della Regione di abolire il ticket». Poi aggiunge: «Ho letto le dichiarazioni del direttore Nicolini e ha ragione», sottolineando inoltre di «essere rimasto sconcertato da quanto hanno affermato alcuni sindacati».

Altri sindacati

E spiega: «Il bilancio comprende tante voci diverse. Quando la Uil sostiene che è preoccupata per gli incarichi di funzione, dimentica che quella voce non ha nulla a che vedere con il bilancio aziendale, ma che si tratta di fondi che sono previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Sono aree e voci diverse, ma stiamo parlando di risorse destinate ad aumenti contrattuali che sono già previsti dal contratto. Sono sicuro che l’azienda avrà la capacità, come in passato, di intervenire sul bilancio: a Reggio abbiamo persone che sul piano manageriale sono capaci e preparate e troveranno le risorse necessarie, anche se in questi anni l’asticella si è alzata e l’abolizione del ticket da parte della Regione ha favorito un maggior ricorso alle cure. Per questo è importante un segnale da parte della Regione».

Le misure

Anche rispetto alle misure già adottate di prorogare fino al 29 settembre il piano estivo che prevede una riduzione dei posti letto, il funzionamento al Santa Maria Nuova di un solo comparto operatorio e la riduzione delle scorte dei medicinali, la Cisl è concorde. «La soluzione adottata della riduzione delle scorte dei medicinali ha una sua logica e porta a un risparmio. Il 28 agosto la direzione aziendale entrerà più nel dettaglio». Per la Cisl infine è fondamentale che si vada avanti con il piano delle stabilizzazioni, che ha portato a Reggio all’inserimento di 60 nuovi infermieri. Così come «è importante una valorizzazione delle diverse figure che operano nella sanità e che dal 2010 non hanno avuto alcun aumento salariale». Stesso giudizio anche da Davide Battini della Cisl regionale, per il quale a mancare «è una valorizzazione economica dei dipendenti da parte della Regione a seguito della riorganizzazione avvenuta in sanità e che comporterà vantaggi in termini di efficienza. La Regione ha annunciato un fondo di 300 milioni per investimenti in strutture, ma manca una politica di valorizzazione degli enti». —



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