Al via la Commissione «Potremmo ascoltare anche persone indagate»
Il presidente Giuseppe Boschini: due sedute a settimana per finire entro il 10 novembre La commissione tecnica: «Nessun focus su Bibbiano»
BOLOGNA. «Cercare la verità nella massima trasparenza e con il massimo impegno: è la nostra missione». A dichiararlo è stato Giuseppe Boschini, il presidente della Commissione assembleare speciale d’inchiesta che ha iniziato i lavori ieri pomeriggio a Bologna.
«Tutte le sedute di questa commissione saranno trasmesse in diretta streaming e potranno essere seguite online sul portale dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna – ha proseguito Boschini –. Accoglieremo ogni proposta di audizione (ne sono pervenute già più di 60), anche le più delicate, comprese quelle relative a persone indagate. Questo per testimoniare, al di là delle polemiche che ci sono state, che questa commissione ha intenzione di lavorare seriamente e di cercare fino in fondo la verità. Non quella politica, ma quella che riguarda il bene dei bambini che è il nostro unico faro».
L’obiettivo dichiarato è analizzare il sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna. Boschini ha chiesto la massima disponibilità dei commissari per esaurire il lavoro dell’organo entro il 10 novembre, con la presentazione di una relazione scritta che dovrà essere approvata dal parlamento regionale.
La programmazione dei lavori prevede due sedute settimanali con tre audizioni attese per ogni singolo appuntamento.
Ieri in apertura si è svolta l’audizione del presidente della Commissione tecnica di valutazione del sistema di tutela dei minori Giuliano Limonta, neuropsichiatra infantile. Secondo quest’ultimo «la finalità è di comprendere le distorsioni del sistema, per avanzare proposte che rafforzino i meccanismi a protezione dei minori. Si vuole determinare le disfunzioni del sistema, per proporre ipotesi di miglioramento e ristrutturazione (anche sui controlli)». Mentre su Reggio Emilia non è previsto un particolare focus: «Non ci è stato chiesto uno zoom sull’inchiesta reggiana, anche se ovviamente ne terremo conto», poiché il caso Bibbiano rappresenta «un indicatore rilevante di criticità. In particolare sono due i punti chiave da verificare: le procedure di allontanamento dei minori e l’utilizzo della risorsa dell’affido e dell’affidamento familiare». —
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