Lanciò l’allarme estinzione api in una intervista di 15 anni fa
Il cordoglio Cia Reggio Emilia «Era un imprenditore capace generoso e sempre pronto a dare il proprio contributo a chi gli chiedeva un aiuto»
RIO SALICETO. Fu tra i primi a lanciare l’allarme ambientale sulla moria di api causata da inquinamento e uso di insetticidi in agricoltura. Tanto che la Gazzetta di Reggio intervistò Francesco Ruini il 13 aprile 2004.
«Basta guardare dentro alle arnie – disse Francesco Ruini in quella occasione – per notare come ora le famiglie di api siano meno numerose del passato. È una situazione cronica che ha, nell’uso di prodotti molto tossici, la causa di queste stragi». A quel tempo sul banco degli accusati finì il principio attivo «imidacloprid» che si trovava in uno specifico insetticida usato per trattare le sementi di girasole e mais, che in Francia venne poi messo al bando. «Non vi sono qui da noi, come in Francia, chilometri e chilometri di monocolture – proseguì Ruini – ma avvertiamo che questi pesticidi agiscono anche a livelli bassi».
Ruini già 15 anni fa sentì la necessità di chiamare a raccolta le associazioni di agricoltori per portare il problema api all’attenzione della politica nazionale.
Oggi è Cia Reggio Emilia a ricordare la sua figura e a stringersi attorno alla famiglia Ruini per la scomparsa di Francesco, socio della confederazione e tra i fondatori di Conapi. «Francesco – scrive Cia – era un imprenditore capace, generoso e sempre pronto a dare il proprio contributo a chi gli chiedeva un aiuto. Svolgeva da tempo anche attività di formazione, acquisendo molti figliocci che stanno proseguendo, con successo questa attività, e della quale andava particolarmente orgoglioso. Francesco è morto, aggredito da uno sciame di api, proprio mentre insegnava il mestiere in Africa centrale». —
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