Punta il coltello alla gola di moglie e figlia
L’operaio 26enne non accetta la fine del matrimonio e, minacciandole, vuole riportarle a casa. Ma viene bloccato
GUALTIERI. Troppi dissapori fra i due coniugi e il matrimonio è pian piano scivolato in una conflittualità non più sopportabile, perlomeno così ha deciso la moglie che se n’è andata dalla casa familiare di Gualtieri insieme alla figlia di due anni.
Un allontanamento mai digerito, però, dal marito – un operaio marocchino di 26 anni – che in due episodi ha messo sotto pressione la compagna e la figlia, nel frattempo accolte dalla mamma di lei in un paese vicino della Bassa.
A far scattare il primo contatto ad alta tensione sarebbe stato il fatto che il nordafricano non riusciva – da circa due mesi – a vedere la figlia, da qui il suo arrivo sotto la nuova casa della moglie 25enne. Siamo alla fine di luglio. La discussione s’accende e lui strattona e sbatte contro il muro la donna.
Ma le aggressioni non finiscono qui, perché l’11 agosto l’operaio marocchino ritorna sotto la casa dell’ormai ex moglie italiana.
Non si rassegna alla fine del rapporto. È su di giri e – come ricostruiscono gli inquirenti – stavolta spunta anche un coltello.
E le minacce diventano brutali, perché il 26enne non esita a puntare il coltello alla gola sia della donna, sia della piccola.
Davanti a quell’uomo armato non c’è la maniera di opporsi e lui riesce a costringere madre e figlia a salire sulla sua macchina, con l’intenzione di riportarle a casa a Gualtieri.
Una maniera assurda e violenta per cercare di ricucire un rapporto ormai dilaniato. Ma l’operaio non ha fatto i conti con il compagno della madre di lei che a Gualtieri lo sta attendendo sotto casa. All’arrivo dei tre in macchina saranno altre scintille, ma in una qualche maniera la cosa viene risolta.
Vengono allertati i carabinieri che si prodigano a riportare la calma, dovendo fare i conti con il 26enne che a lungo non vuol sentire ragioni.
L’ex moglie però non può tollerare una situazione simile, teme per la sua vita e per quella della figlia, quindi si decide a denunciare il tutto ai carabinieri.
Da questo momento scatta l’inchiesta dell’Arma – coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi – che porta ad una doppia accusa (stalking e lesioni) nei confronti del nordafricano ed alla richiesta di una misura cautelare al gip Giovanni Ghini.
Il marocchino non finisce in carcere, comunque – tramite l’ordinanza – gli vengono applicate due misure restrittive: l’obbligo di firma in caserma a Gualtieri e il divieto di avvicinamento all’abitazione ed ai luoghi frequentati dall’ex compagna.
Oggi – in tribunale a Reggio Emilia – sarà la volta dell’interrogatorio di garanzia connesso, per legge, alla misura cautelare.
L’indagato, difeso dall’avvocato Carmine Migale, ha la possibilità di fornire la sua ricostruzione dei fatti davanti al gip Ghini. —
T.S.
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